Acqua radioattiva in mare e pesce contaminato a largo di Fukushima

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In questi giorni sono state fatte defluire in mare dalla centrale di Fukushima circa 60mila tonnellate di acqua radioattiva. Una radioattività da iodio 131 pari a 4.080 becquerel per chilogrammo è stata riscontrata in alcuni pesci a largo della prefettura di Ibaraki. Importanti anche tracce di cesio ai limiti del consentito.

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Sempre difficilissima la situazione a Fukushima. La Tepco, la società che gestisce la centrale nucleare, ha iniziato a riversare in mare oltre 11mila tonnellate di acqua radioattiva. E sono solo una parte dell’acqua contaminata che deve essere smaltita. Secondo quanto riportato dall’agenzia giapponese Kyodo News, infatti, il ministro dell’Industria del paese ha fatto sapere che sono state fatte defluire circa 60mila tonnellate di acqua radioattiva dalla centrale di Fukushima, “oltre 20mila delle quali dai reattori 1 e 3”, ha precisato l’agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone.

L’acqua contaminata è stata rimossa dalla base dei reattori e adesso, ha aggiunto l’Agenzia, “sarà immagazzinata in cisterne speciali“. C’e’ il problema contaminazione, e il disastro ambientale ormai è di fatto una realtà: l’acqua prelevata dai reattori contiene livelli di iodio 131 radioattivo “diecimila volte oltre i limiti consentiti”, riporta Kyodo News, mentre la Tepco – che ha annunciato “risarcimenti” – ha fatto sapere che nell’acqua di mare intorno alla centrale di Fukushima c’è una concentrazione della stessa sostanza pari a “sette milioni e mezzo di volte il massimo consentito“.

Una radioattività da iodio 131 (che dimezza la sua radioattività in 8 giorni circa) pari a 4.080 becquerel per chilogrammo è stata riscontrata in alcuni giovani pesci pescati a largo della prefettura di Ibaraki, tanto che il ministro della sanità giapponese ha consigliato immediatamente di non consumare il pesce. Non esistono limiti di radioattività da iodio per il pescato, ma i livelli consentiti per l’acqua potabile sono pari a 300 becquerel e 2.000 per la verdura. Va comunque ricordato che il pescato preso venerdì a largo della costa della prefettura di Kita-Ibaraki aveva una radioattività da cesio di 447 becquerel per kg (il limite consentito per il pesce è 500).

Intanto la Corea del Sud ha espresso “preoccupazione” per la decisione di riversare in mare acqua radioattiva dalla centrale di Fukushima. Un portavoce del ministero degli esteri del governo di Seul non nasconde “timori per la contaminazione dell’acqua di mare” e il Giappone “avrebbe dovuto avvertire in anticipo”.

In Giappone si ritiene però che le attività di pesca non siano state del tutto sospese nei pressi di Fukushima, e il governo sta correndo ai ripari: il ministro per la pesca, Michihiko Kano, ha annunciato “controlli e ispezioni più rigidi dei frutti di mare”. Il Governo, ha aggiunto Kano, “è fortemente interessato alla sicurezza e salvaguardia” dei giapponesi, per questo “intendo vede chiaramente se c’è impatto su pesce e frutti di mare”.

Alla nazione ha parlato anche il primo ministro giapponese, Naoto Kan. “La Tepco – ha detto – dovrà fare tutto quello che può” per far fronte all’emergenza, “ma vi prometto che lo Stato si assumerà tutte le sue responsabilità e condurremo questo problema fino alla sua definitiva soluzione”.

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