La strategia dell’incertezza contro il referendum nucleare

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Il decreto con il finto stop al nucleare, studiato per sabotare il referendum, non sarà votato prima della settimana prossima, probabilmente con la fiducia. Poi dovrà esprimersi la Cassazione. E' probabile che la consultazione sull'atomo non salti, ma questa incertezza sta indebolendo la campagna referendaria.

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Il decreto omnibus, in discussione oggi alla Camera, non sarà votato prima della settimana prossima. A poco più di 20 giorni dalle urne ancora tanta incertezza sul destino del referendum sul nucleare. Per sapere se si farà o meno occorrerà attendere la votazione alla Camera del d.l. Omnibus, che contiene l’emendamento con cui il Governo vorrebbe aggirare la consultazione cancellando le norme per fare le centrali. A quel punto, dopo la pubblicazione in Gazzetta, che dovrebbe avvenire in tempi rapidissimi, si dovrà attendere la sentenza della Corte di Cassazione, che dovrà decidere se le modifiche introdotte dal Governo sono sufficienti a far saltare il referendum.


Intanto fonti interne al parlamento anticipano a Qualenergia.it che il voto sul decreto legge alla Camera si terrà nei primi giorni della settimana prossima e che il Governo molto probabilmente porrà la fiducia. Oggi intanto c’è stata una vivace discussione in aula. Il governo “ha giudicato opportuno attendere l’esito degli stress test per poter valutare obiettivamente la possibilità di poter accedere, in piena sicurezza, a una fonte energetica ampiamente utilizzata dagli altri paesi europei”, quella nucleare. Per questo, ha deciso di “proporre l’abrogazione formale delle norme che, dal 2009 ad oggi, sono state emanate per la ripresa della produzione nucleare in Italia”, ha spiegato Elio Vito, ministro per i Rapporti con il Parlamento, leggendo in aula la risposta fornita dal ministero dello Sviluppo economico ad un’interrogazione di Antonio Di Pietro sul tema dell’abrogazione “formale” o “sostanziale” delle norme che avrebbero dovuto riportare le centrali nucleari in Italia.


“L’unico ‘stress test’ che state facendo voi è all’elettorato italiano, cui state raccontando una serie di balle per far credere l’esatto contrario di quel che state facendo”, ha ribattuto il leader Idv. “Un milione di cittadini hanno chiesto l’abrogazione sostanziale della legge che prevede la costruzione delle centrali nucleari, ma lei oggi ha risposto che state facendo una legge per l’abrogazione formale di questa legge, e non per un’abrogazione sostanziale”. Una legge che “dovrebbe interrompere la realizzazione delle centrali nucleari soltanto provvisoriamente in attesa degli ‘stress test’ che dovrebbe fare l’Unione europea”, sottolinea Di Pietro. Fuori dall’aula le proteste di Greenpeace che denuncia un “furto di referendum” (qui il video)


Se la settimana prossima il d.l. Omnibus verrà approvato, cosa altamente probabile, la palla passerà alla Corte di Cassazione. Secondo diversi giuristi ci sarebbero i presupposti per i quali la Corte disponga che il referendum si faccia ugualmente: con una sentenza del 1978 la Corte costituzionale ha detto con chiarezza che, modificando le norme sottoposte a referendum, al Parlamento non è permesso di frustrare “gli intendimenti dei promotori e dei sottoscrittori delle richieste di referendum” e che il referendum non si tiene solo se sono stati del tutto abbandonati “i principi ispiratori della complessiva disciplina preesistente” (Qualenergia.it, Referendum nucleare, partita ancora aperta). Cosa che non sembra essere accaduta nel caso in questione, tanto che Berlusconi ha ammesso esplicitamente che lo stop al nucleare è temporaneo e serve solo a vanificare il referendum (Qualenergia.it, Berlusconi “confessa”: il nucleare si farà, lo stop è un trucco).


Dunque, le probabilità che la Cassazione decida che il referendum si faccia sono concrete. Nel caso estremo in cui la decisione della Corte non arrivasse in tempo, ossia prima della consultazione, il referendum sul nucleare si farà comunque. Resta il fatto che queste vicende stanno indebolendo la campagna referendaria: “anche se poi il referendum si farà, il Governo, con questa incertezza, sta ottenendo quello che voleva, cioè intralciare la campagna referendaria contro il nucleare. Si pensi che molti media hanno già detto frettolosamente che il referendum non ci sarà”, spiega a Qualenergia.it, Daniele Di Stefano, resposabile comunicazione del ‘Comitato Vota Sì per fermare il nucleare’.

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