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Messaggi dal mondo dell’energia. Silvestrini a Ecoradio

  • 30 Marzo 2011

Per gli scenari energetici di medio periodo di molti paesi si aprono nuove prospettive. La parola d’ordine sarà ‘100% energie rinnovabili’. Maggiori difficoltà invece per carbone e petrolio, ma soprattutto per l'atomo. L’opinione di Gianni Silvestrini a Ecoradio.

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Ascolta audio (mp3 – durata 2’05’’)


Da una prima valutazione di inizio anno sugli scenari energetici futuri emersero alcuni messaggi: nucleare in affanno, nuovi problemi nel medio periodo sul lato della domanda per il petrolio, maggiori possibilità il gas grazie alle recenti scoperte di shale gas, problemi sul lungo periodo per il carbone per la possibilità di stabilire una carbon tax e grandi prospettive per le fonti rinnovabili.


Qual è l’attuale situazione a qualche mese di distanza da questa valutazione? Il nucleare affonda sempre di più e strategicamente avrà grandi difficoltà sia a causa di numerosi impianti ormai obsoleti per i quali si pensava di prolungare la vita, sia per gli elevati costi delle nuove centrali.


Per il petrolio esistono più difficoltà di quanto si pensasse a causa della nuova situazione in Medio Oriente e in Nord Africa, ed è sempre presente il rischio di perturbazioni più forti in futuro. Le energie rinnovabili, che già rappresentavano un’opzione strategicamente vincente, vedono rafforzato il proprio ruolo.


La Germania dove, anche a seguito delle ultime elezioni regionali, l’atomo sarà sicuramente messo da parte, si spingerà maggiormente sulle rinnovabili. Sarà sicuramente uno dei paesi capofila dell’accelerazione nel settore dell’energia pulita che ci riserverà interessanti sorprese. Una di queste è rappresentata dal fatto che entro la fine del decennio sarà possibile installare il fotovoltaico senza incentivi. Un altro aspetto riguarderà la spinta verso una strategia ‘100% rinnovabili al 2050’, una parola d’ordine non più eretica, ma che diventerà sempre più presente nello scenario energetico di molti paesi.


L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.


 

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