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Per Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e di Qualenergia, ed ex direttore del ministero dell’Ambiente, “i fatti giapponesi confermano che si tratta di una tecnologia ancora fragile, non conveniente e intrinsecamente priva di sicurezze assolute”.


Le radiazioni della centrale nipponica si diffondono nell’aria con sempre maggiore entità e minacciano di arrivare fino in Australia e Russia. A qualche centinaio di chilometri dalle centrali si trova infatti la città di Tokyo con i suoi 13 milioni di abitanti.


L’Italia allora – alla luce di quanto accaduto – fa bene a persistere nella decisione di puntare sulla energia nucleare?