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La Cina traina la crescita dell’eolico mondiale

Quasi la metà dell’installato eolico mondiale nel 2010 è in Cina. In Europa e negli USA in calo il mercato dell’energia dal vento. A livello cumulativo l’eolico cresce in un anno del 22,5%. In Europa la nuova potenza eolica (9,2 GW) è pari al 17% di quella elettrica totale, il doppio del carbone. L’Italia per installato è terza in Europa e sesta nel mondo.

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L’energia dal vento nel 2010 è aumentata nel mondo di 35,8 GW e per la prima volta in 20 anni si è avuto un calo rispetto all’anno precedente (nel 2009 installati 38,6 GW). Tuttavia con totale cumulato a fine anno di 194,4 GW, l’incremento è del 22,5% rispetto alla fine del 2009 (erano 158,7 i GW installati). Il giro d’affari globale per la nuova potenza installata nello scorso anno si aggira intorno ai 47 miliardi di euro. Queste in sintesi le cifre elaborate e pubblicate pochi giorni fa dal Global Wind Energy Council (GWEC).

Negli stessi giorni l’organizzazione europea delle industrie eoliche (EWEA) forniva i dati per il vecchio continente e il trend del 2010 è molto simile a quello mondiale. Infatti nell’UE a 27 paesi il calo dell’installato eolico nel 2010 sul 2009 è stato di circa il 10% (è del 7% a livello globale) per una potenza annuale di 9,25 GW (erano 10,31 GW nel 2009) e per un giro d’affari di 12,7 miliardi di euro. A fine 2010 la potenza eolica installata nell’UE27 è di circa 84 GW, con una crescita del 12,2% rispetto al dato cumulativo di fine 2009. I paesi leader in Europa sono la Germania con 27,2 GW e la Spagna con 20,6 GW; al terzo posto l’Italia che nonostante un calo del 25% delle installazioni nel 2010 (948 MW) anche nel ranking mondiale mantiene una onorevole sesta posizione con i suoi 5,8 GW totali. (Qualenergia.it, L’eolico in recessione e il decreto rinnovabili).

Riprendendo la visione planetaria, il dato che colpisce di più è quello relativo ai nuovi mercati dell’eolico: per la prima volta nel 2010 più della metà di tutta la nuova potenza è esterna ai tradizionali mercati di Europa e Nord America.


A trainare questa nuova corsa è la Cina che ha totalizzato 16,5 GW ed ora con i suoi 42,3 GW totali ha anche superato gli Stati Uniti; la sua quota per la potenza installata a livello mondiale è del 21,8%. Il colosso asiatico non dovrebbe dunque avere notevoli problemi a raggiungere l’obiettivo dei 200 GW al 2020, mentre già oggi è diventato a pieno titolo il più grande produttore di turbine e componentistica nel campo dell’energia eolica. Altri exploit “extra Usa e UE” del 2010 vanno comunque segnalati: l’India con nuovi 2,1 GW, Brasile con 326 MW, Messico con 316 MW e Nord Africa con 213 MW.

Il leggero calo annuale del mercato è da imputare ovviamente alla crisi che ha colpito principalmente i paesi OCSE. In particolare ha inciso l’incertezza delle politiche statunitensi per il settore (con un conseguente -50% di installazioni) e il forte rallentamento della domanda elettrica in Europa. Gli addetti ai lavori comunque ritengono che il 2011 sarà migliore alla luce degli ordini registratisi nella seconda metà del 2010.

A livello europeo è interessante notare come continui un trend di spostamento della potenza installata dalle energie tradizionali a quelle rinnovabili. Nel 2010 la potenza elettrica è aumentata di 52,8 GW (dato al netto delle dismissioni) per un totale di 874 GW. Sempre in termini di potenza, l’eolico ha coperto questa nuova potenza totale con una quota del 17% e il fotovoltaico con il 22% (circa 12 GW). Se tra le fonti fossili la fa da padrone il settore del gas (51% sul totale annuale con 28.280 MW), il carbone con nuovi 4 GW ha solo il 7% della nuova potenza elettrica totale installata. Del nucleare non c’è praticamente traccia.

In Europa, l’eolico con il suo 9,6% (84 GW) incrementa la sua quota sul totale installatao di potenza elettrica. Si dovrebbe ricordare che nel 1995 nel vecchio continente venivano installati solo 814 MW eolici, oggi 9.259 MW: il tasso di crescita media annuale in questi 15 anni è stato del 17,6%.  L’energia elettrica prodotta da eolico in Europa è oggi stimata in 181 TWh, pari al 5,3% dei consumi totali (circa 3.390 TWh).

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