Il 55% è salvo per un altro anno, ma indebolito. La notizia è arrivata ieri sera: dopo l’insurrezione di mezzo paese (Qualenergia.it, Sul 55 per cento cala la scure del Governo) la proroga dell’incentivo è stata inserita nell’emendamento alla Legge stabilità, che sarà votato oggi, senza rischi di essere bocciato. La detrazione al 55% sulla riqualificazione energetica degli edifici sarà dunque concessa anche nel 2011, gli interventi finanziati saranno gli stessi che conosciamo, ma la detrazione verrà spalmata su 10 anni anziché su 5 com’è avvenuto finora. Nei giorni scorsi il vice ministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, aveva anticipato la possibilità di introdurre con un emendamento alla Camera, dove si discute la Legge di stabilità, la proroga alla detrazione. Ora l’emendamento è stato depositato e sarà con ogni probabilità approvato.

Non ci sarà la rimodulazione ventilata nelle settimane scorse secondo la quale alcuni interventi, in particolare la sostituzione degli infissi (Qualenergia.it, Si studia per la proroga del 55 per cento) sarebbero stati incentivati in misura minore (si parlava di fare scendere al 36% l’incentivo). I lavori finanziati resteranno gli stessi ma la detrazione dalle tasse del 55% di spesa avverrà su 10 annualità con rate uguali. La relazione tecnica del Ministero dell’Economia stima in termini di cassa un maggior gettito di 124,8 milioni nel 2011, un calo di entrate (Irpef, Ires e Irap) pari a 32,4 milioni nel 2012, a 292,8 milioni nel 2013 e a 168,2 tra il 2014 e il 2016.

“Un calcolo che non tiene conto dei benefici economici della misura come emersione del nero. Incremento dell’occupazione, e di altro ancora”, commenta Gianpaolo Valentini,  che in questi 4 anni ha gestito l’incentivo presso l’Enea (Qualenergia.it, A rischio quel 55% che fa guadagnare il paese). Nel complesso Valentini valuta positivamente la proroga anche se con alcuni appunti: “in sostanza non cambierà molto ma certo il fatto che la detrazione sia spalmata su 10 anni rende l’incentivo un po’ meno attraente. C’è poi l’handicap che la misura sia stata prorogata solamente per un altro anno: un orizzonte temporale troppo breve per permettere alle aziende di programmare investimenti”.

Insomma, una vittoria a metà. “Un buon risultato il fatto che sia stato prorogato l’incentivo, ma il fatto che sia un estensione solo di un anno ne mina l’efficacia: dovrebbe essere una misura stabile per dare un vero stimolo all’economia” spiega a Qualenergia.it la capogruppo Pd in Commissione Ambiente Raffaela Mariani. “Altro miglioramento che avremmo voluto è che della misura potessero godere anche soggetti pubblici e non solo i privati. Si pensi solo ai risparmi che si potrebbero ottenere ad esempio nella gestione delle case popolari o in altri grandi edifici pubblici”, aggiunge la deputata. “inoltre la detrazione spalmata su dieci anni può essere vista da due prospettive: da un lato sicuramente disincentiva perché i tempi di ritorno diventano più lunghi, dall’altra però permette di usufruire dell’incentivo anche a chi ha redditi più bassi”.

Le fa eco Valeria Erba, presidente di Anit, l’Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico ed acustico che commenta: “Se permette di far accedere all’incentivo anche chi ha imponibili più bassi, una detrazione spalmata su 10 anni la rende invece poco utile per gli interventi minori. Si sarebbe dovuta lasciare la possibilità di scegliere se usufruire della detrazione sui 5 o sui 10 anni. Ma quel che pesa di più è la mancanza di certezze: le aziende non possono ogni anno essere sottoposte al dilemma se l’incentivo viene o meno prorogato; si fa male all’economia.”, spiega a Qualenergia.it

Critico anche Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd “Spalmare su 10 anni la detrazione del 55%, anziché su 5 come attualmente, è un risultato deludente che indebolisce la misura e la rende meno appetibile per i cittadini e meno competitiva per le imprese. È un errore e il Pd si batterà in Senato per ripristinare il credito di imposta del 55% in edilizia con le attuali modalità “L’eco-bonus del 55% in edilizia è stata la misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni – continua Realacci – niente a che vedere con il tanto decantato “piano casa’ che, al di là dei proclami di Berlusconi, è stato un fallimento paragonabile solo a quello delle ronde padane. Qualche numero può servire per dare la misura: in tutta Lombardia il piano casa ha attivato 189 interventi, il credito di imposta del 55% ben 120.000”.

Nei prossimi giorni cercheremo di capire meglio l’atteggiamento del tessuto industriale di questo vasto comparto che secondo Confindustria, che si è impegnata per la reiterazione della misura, occupa a vario titolo oltre 1 milioni di addetti.

 

GM

 

18 novembre 2010

 

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