Un caso di autarchia energetica, pulita e democratica

A Prato allo Stelvio i cittadini riuniti in cooperativa si fanno e si gestiscono da soli l'energia. Producono con le rinnovabili più del loro intero fabbisogno di elettricità e calore: mini idroelettrico, eolico, fotovoltaico e impianti a biomasse locali collegati a un impianto di teleriscaldamento. E risparmiano 1,25 milioni di euro all'anno. Un caso virtuoso che siamo andati a vedere da vicino.

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Rinnovabili, efficienza energetica, generazione distribuita e gestione compartecipata dell’energia. A Prato allo Stelvio gli ingredienti per un modello energetico più sostenibile rispetto a quello dominante – sia a livello sociale che ambientale – ci sono tutti. Il paese, circa 3.400 abitanti in provincia di Bolzano, soddisfa interamente il proprio fabbisogno di elettricità e calore con le rinnovabili e, attraverso una cooperativa che coinvolge praticamente tutti gli abitanti, gestisce da sé impianti e rete elettrica. Risparmiando sulla bolletta e creando ricadute positive per l’economia locale.
Non è un caso dunque che sia stato premiato come vincitore assoluto prima, nel 2009, nella classifica nazionale dei “Comuni Rinnovabili” stilata da Legambiente (Qualenergia.it, L’Italia dei Comuni rinnovabili) e poi, quest’anno, anche a livello europeo nella RES-Champions League.

Siamo andati fino in fondo alla Val Venosta, ai piedi dell’Ortles, per visitare questo comune virtuoso. Proprio la posizione geografica, relativamente isolata, è l’handicap che gli abitanti di Prato hanno trasformato in virtù. Nel 1925 la rete elettrica nazionale non serviva ancora il Comune e è allora, con una piccola centrale idroelettrica da 80 kW, che è iniziata l’esperienza di autarchia energetica partecipata. Da allora il paese gestisce in completa autonomia la propria energia attraverso una cooperativa, Energie Werk Prad – Società Elettrica di Prato, di cui sono soci praticamente tutti gli abitanti (il 90% delle utenze allacciate). Di proprietà della cooperativa, oltre agli impianti di produzione da rinnovabili, è anche la rete elettrica, che si interfaccia con quella nazionale per prelevare energia in certi momenti e per vendere il surplus, ma che può funzionare anche a isola: qui per esempio non si sono nemmeno accorti del black out del 2003, ci spiega il presidente della società, l’ingegner Georg Wunderer.

 
A produrre più energia di quella che il paese consuma – ben il 50% il surplus elettrico annuo – è un mix di fonti rinnovabili ben assortito, che sfrutta al meglio le potenzialità offerte dalla posizione geografica del paese, sovrastato dal ghiacciaio dello Stelvio e circondato da boschi e da pascoli: idroelettrico, centrali alimentate con biogas e biomasse di produzione locale, ma anche eolico e fotovoltaico. Il grosso, come si può immaginare, lo fa l’acqua: 4 impianti idroelettrici di piccola e media dimensione, per una potenza complessiva di circa 3,4 MW, alcuni dei quali integrati nel sistema di irrigazione che serve tutta la zona agricola del Comune.

Fiore all’occhiello del sistema energetico di Prato allo Stelvio – Prad am Stilfserjoch in tedesco- sono poi gli impianti a biomassa, che producono sia elettricità (3,9 milioni di kWh l’anno) che calore (13,9 milioni kWh/anno) per l’impianto di teleriscaldamento che serve l’85% del territorio comunale. A fornire l’energia primaria quasi esclusivamente biomassa di provenienza locale: il contributo del gasolio all’alimentazione del sistema di cogenerazione, che nel 2001 era di circa l’80%, in 9 anni è stato progressivamente eliminato.

Ora dei 4 impianti di cogenerazione, riuniti in un unico locale, due, da oltre 1 MW l’uno, funzionano con cippato (oltre la metà dell’energia primaria del sistema) proveniente per il 40% dai boschi comunali e per resto dagli scarti delle segherie della zona; un altro è alimentato con il biogas prodotto in loco a partire dalle deiezioni animali dei molti allevamenti; mentre un impianto a olii vegetali – in parte acquistati in italia tramite filiera certificata e in parte ottenuti anche riutilizzando gli olii di frittura degli alberghi locali – viene acceso solo quando il fabbisogno energetico è più alto, ossia d’inverno.

 

  Impressionante l’efficienza ottenuta con questo sistema di cogenerazione. Ogni forma di calore proveniente dagli impianti viene recuperata e re-immessa nel sistema di teleriscaldamento usando anche due pompe di calore per tenere alta la temperatura: si ottiene così un rendimento di oltre l’85%: “mentre sistemi analoghi, altrove, si fermano al 40-50%” sottolinea Wunderer.

A completare il mix energetico di questo paradiso delle rinnovabili non mancano poi eolico e fotovoltaico: due turbine da oltre un megawatt ciascuna (1,2 e 1,4MW per 4,4 milioni di kWh all’anno), situate nella vicina località di Malles, sono gestite in compartecipazione con altre cooperative di Comuni vicini, mentre per quel che riguarda il solare, a dispetto della latitudine, Prato allo Stelvio conta installazioni da record. Si vedono pannelli ovunque, sulle case e sopra ogni capannone della non piccola zona industriale.

Sono 1.100 metri quadrati di collettori solari termici e 3,3 MW di fotovoltaico (che danno 3,2 milioni di kWh all’anno): pro-capite fanno 0,32 mq di solare termico e 0,98 kW di fotovoltaico rispetto a una media nazionale di 0,03 mq e 0,27 kW. “Nonostante siamo tra i Comuni più a nord d’Italia, ogni abitante di Prato produce con il fotovoltaico 1.300 kWh all’anno – fa notare l’ingegner Wunderer – se tutti gli italiani facessero altrettanto avremo una produzione di circa 70 miliardi di kWh all’anno: come 7 centrali nucleari!”

Ci troviamo di fronte a un sistema energetico efficiente, pulito e all’avanguardia. E che non si limita a dare benefici ambientali. I soci-utenti della compagnia elettrica del paese pagano l’elettricità  il 30-35% in meno rispetto al prezzo corrente: un 25% in meno sulla componente energia cui si deve aggiungere il fatto che per la quota autoprodotta dalla cooperativa, praticamente il totale dei consumi,  non si pagano gli oneri di sistema. Anche scaldare le case  – peraltro quasi tutte ristrutturate all’insegna dell’efficienza energetica o costruite in modo da ottenere la certificazione energetica ‘Casa Klima’ nelle classi più alte – a Prato, con il teleriscaldamento a biomassa, costa meno che altrove:  7,1 centesimi a chilowattora termico, circa la metà rispetto al gasolio che è l’alternativa disponibile in zona.

Gli utili che la società elettrica del paese fa vendendo l’elettricità e anche grazie agli incentivi vengono in parte redistribuiti tramite questi sconti per gli utenti-soci, e per il resto reinvestiti negli impianti. La differenza evidente è che in un sistema basato sui grandi impianti a fonti fossili, i soldi della bolletta vanno a petrolieri vari o grandi compagnie che li investono spesso altrove. Qui  invece restano sul territorio: il risparmio in bolletta dei soci/utenti, ci spiega Wunderer, è di circa 1 milione 250  mila  euro all’anno, cui vanno aggiunti gli stipendi di chi lavora nella gestione degli impianti (8 dipendenti), nella filiera della biomassa e del biogas (prodotto da una cooperativa di 50 allevatori), e il lavoro dato alle aziende locali, cui è andato circa il 60% degli 1,2 milioni di euro all’anno circa investiti dalla cooperativa negli ultimi 10 anni.

Un esempio interessante di sostenibilità energetica che, seppur difficilmente riproducibile tale e quale, molti Comuni farebbero bene a prendere come modello. Copiando se non gli impianti stessi, il principio che li ha fatti realizzare e gestire in questo modo, come ci spiega il presidente della cooperativa energetica di Prato: “bisogna mettere l’energia al servizio dell’uomo e non del capitale”.

 

I numeri di Prato allo Stelvio:
Abitanti: 3375
Consumi elettrici: 12,5 mln kWh
Produzione elettrica: 25 mln KWh
di cui eolico (2,7 MW): 4,4 mln kWh (divisi con altri Comuni)
           fotovoltaico (3,3 MW): 3,3 mln kWh
           biomasse (1,5MW) : 3,9 mln kWh
           idroelettrico (3,6 MW): 17 mln kWh
Consumi termici: 13,9 mln kWht
Produzione termica da biomasse: 17,8 mln kWht
Soci della cooperativa: 1.072 ossia il 90% delle utenze
Risparmio per utente/cliente: 30-35% su bolletta elettrica – 50% circa su riscaldamento rispetto a gasolio
Risparmio cumulato annuo: 1,25 mln euro

 

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