Le rinnovabili attraversano un momento delicato in Italia proprio mentre si chiarisce il quadro delle incentivazioni e si avvia un riordino dal punto di vista autorizzativo.
Gli attacchi sempre più frequenti sui media, che vanno dalla amplificazione stereotipata degli impatti di aerogeneratori e pannelli sul territorio alle inchieste della magistratura su singoli progetti, puntano a diminuire l’appeal per queste tecnologie e a far spazio nell’opinione pubblica al nuovo entrante, il nucleare. Il passo successivo, fra qualche anno, sarà quello di ridimensionare gli incentivi verdi a favore di quelli che verranno riservati al nucleare (alla faccia della sua economicità …).

E tutto ciò mentre i numeri assegnano finalmente al nostro paese un ruolo importante sulla scena mondiale: secondi nelle installazioni fotovoltaiche nel 2009 (posto che manterremo anche quest’anno) e sesti nel settore eolico.

Ci pare dunque importante il documento appena approvato da Legambiente che cerca di far argine alla marea montante di disinformazione. Con gli occhi aperti rispetto ad interventi sbagliati, ma con la consapevolezza, in questo momento delicato, del ruolo strategico delle energie verdi.

Gianni Silvestrini

Sotto, in sintesi, alcuni punti salienti della mozione della Direzione Nazionale di Legambiente (versione completa in pdf) che precisa la posizione dell’associazione ambientalista sul solare fotovoltaico.
Questa presa di posizione è solo un tassello delle iniziative di Legambiente sulla tematica energetica. Nei prossimi mesi promuoverà la raccolta delle firme per il Disegno di Legge di Iniziativa popolare, presentato dal Comitato Contro il nucleare e per le rinnovabili e organizzerà una mobilitazione per il 6 e 7 novembre, anniversario della vittoria nel Referendum contro il nucleare, allorché tutta l’associazione sarà in piazza per parlare con la gente, far capire il vantaggio delle rinnovabili e i danni irreparabili del nucleare, oltre che per raccogliere le firme.

… Gli impianti fotovoltaici sono però anche al centro di crescenti polemiche che riguardano gli impianti a terra, e in particolare quelli realizzati in aree agricole. L’accusa nei confronti di questi progetti è che stiano portando alla cancellazione di sempre più numerose aree agricole e di deturpare paesaggi di pregio. Ma gli allarmi riguardano anche l’impatto sui terreni per via dei plinti di cemento di sostegno e l’utilizzo di diserbanti, nonché il rischio che le strutture rimangano abbandonate per anni una volta terminati gli incentivi.
Queste preoccupazioni sono state riprese più volte dagli organi di informazione nazionali e da noti opinionisti, che hanno rilanciato polemiche e allarmi sul rischio di speculazioni legate alla grande quantità di progetti presentati e di un aumento delle bollette elettriche per i troppo generosi incentivi.

Per Legambiente la crescita del solare fotovoltaico è una prospettiva di fondamentale importanza per ridisegnare il modello energetico in Italia e a livello mondiale. La forte accelerazione nella diffusione degli impianti avvenuta negli ultimi anni, soprattutto in Europa e Giappone, ha permesso di dare una spinta fondamentale alla ricerca nei materiali migliorando l’efficienza dei pannelli e riducendo i prezzi.
Continuare in questa direzione rappresenta dunque una scelta strategica, che va indirizzata laddove è più importante il contributo che gli impianti fotovoltaici possono fornire: e quindi in primo luogo sui tetti, nella direzione di una riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, e nelle aree degradate (cave, terreni da bonificare, ecc.).
E’ invece sbagliato un modello che preveda lo sviluppo del fotovoltaico in sostituzione di colture agricole.

Per aiutare una prospettiva virtuosa del solare occorre un impegno da parte di Legambiente tutta, per una corretta informazione dei cittadini e per arrivare a definire regole attente ai caratteri del paesaggio italiano. … dobbiamo contribuire con iniziative e proposte per una forte ed equilibrata crescita degli impianti capace di soddisfare progressivamente una quota sempre più importante del fabbisogno elettrico delle famiglie e in prospettiva nazionale. L’obiettivo fondamentale da perseguire non è tanto di escludere qualsiasi installazione in area agricola quanto quello di dare regole intelligenti che permettano di costruire intorno alle fonti rinnovabili, e dunque oltre al fotovoltaico anche l’eolico e le biomasse, una prospettiva che aiuti l’agricoltura italiana a rafforzarsi e a puntare sulla qualità in un periodo, oltretutto, di grande difficoltà, integrando le diverse fonti in base alle caratteristiche territoriali. Se correttamente progettati, gli impianti fotovoltaici, anche quelli a terra se di dimensioni limitate e qualora sia impossibile valorizzare i tetti degli edifici, possono rappresentare una prospettiva da guardare con interesse che può contribuire a integrare il reddito agricolo e a soddisfare i fabbisogni elettrici delle attività presenti.
Sono inoltre moltissime nel nostro Paese le aree dismesse che possono essere utilmente utilizzate e quando necessario bonificate per ospitare pannelli.

Nella discussione pubblica è importante che non si mettano sullo stesso piano gli impatti provocati dal fotovoltaico in termini di consumo di suolo con quelli realizzati negli ultimi decenni da un’urbanizzazione che ha stravolto, in modo irreversibile, tanti paesaggi italiani di pregio. Né per un associazione come Legambiente è possibile fare della lotta al fotovoltaico a terra una grande vertenza nazionale in un periodo in cui si sta cercando di realizzare in Italia un programma di nuove centrali nucleari …