In Germania, Angela Merkel vorrebbe prolungare la produzione di energia nucleare, intento che si scontra con difficoltà politiche derivanti dalla richiesta del Parlamento delle Regioni, costituito da una maggioranza socialdemocratica-verde, che non è favorevole ad un prolungamento della vita dei reattori, di essere interpellato al riguardo.
Sul fronte delle rinnovabili giungono, al contempo, notizie incoraggianti: sempre in Germania, l’Agenzia Federale per l’Ambiente ha promosso uno studio il cui obiettivo è di valutare la possibilità di ottenere, entro il 2050, il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili per il Paese. Ciò sposta il dibattito su uno scenario antitetico rispetto a quello del nucleare appena descritto. In realtà, gli stessi conservatori in Germania parlano di una chiusura delle centrali nucleari, piuttosto che di un ulteriore ricorso a questa tecnologia
Sarà interessante, in futuro, seguire gli sviluppi del dibattito sul nucleare in Germania, ma, al di là delle diverse posizioni, è molto importante notare come i tedeschi stiano valutando la questione energetica con un continuo sguardo al futuro, con riflessioni e stime che arrivano sino al 2050.
È giusto che si pensi al futuro, perché se si ipotizza, come sta avvenendo in Italia, l’introduzione di centrali nucleari, si compie una scelta che presuppone una produzione da nucleare per l’intero secolo.
L’opinione a Ecoradio di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia.
29 luglio 2010
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