Per fare il punto su alcune novità del prossimo conto energia, proponiamo un’ intervista a

Gerardo Montanino, direttore operativo del GSE (Gestore Servizi Energetici) realizzata a Solarexpo ai margini del convegno  “Nuovo Conto Energia.” Regime fiscale del fotovoltaico”, che ha visto una partecipazione notevolissima, con circa 1.000 persone.

Ing. Montanino, al momento abbiamo una versione in bozza del nuovo conto energia

La nuova bozza del conto energia è in attesa dell’approvazione della nuova Conferenza unificata Stato-Regioni probabilmente nelle prossime settimane. Ne possiamo parlare perché è ormai stata resa pubblica e in sede tecnica la precedente Conferenza Stato-Regione l’aveva sostanzialmente approvata con piccole modifiche che il Ministero dello Sviluppo Economica sembra ritenga recepibili.

Quali sono le principali novità rispetto al decreto attualmente in vigore?

La nuova versione del contro energia introduce innanzitutto una maggiore differenziazione per fasce di potenza. Prima ad esempio un impianto superiore a 20 kWp aveva lo stesso incentivo di un impianto multimegawatt e, in effetti, questo mi sembra francamente eccessivo. Ora ci vari scaglioni, l’ultimo dei quali di 1.000 kWp a salire. Inoltre le categorie di impianti da incentivare sono state limitate a due: impianti a terra e quelle su edifici. La soglia di potenza massima per l’incentivazione è prevista in 3.000 MW, ma alla luce dell’esperienza passata questo numero resta un elemento di grande flessibilità.

Di quanto è possibile stimare la riduzione delle nuove tariffe incentivanti?
Le riduzioni degli incentivi saranno dell’ordine del 12-13% fino al 25%, ma queste riduzioni vanno riconsiderate se ci ricordiamo che oltre agli incentivi, i soggetti proprietari hanno tra i ricavi anche il risparmio dell’energia elettrica che, come sappiamo, ha un prezzo minimo di 10cent€ per kWh fino ad arrivare a 18-19 cent€.

Ci sono poi altre due nuove categorie di impianti fotovoltaici.
Sì, infatti bisogna considerare quella degli impianti speciali, veramente integrati in edilizia, che utilizzano componenti e moduli non standard, ma fatti appositamente per l’integrazione, ad esempio una facciata vetrata fotovoltaica. Per questa tipologia di impianti le nuove tariffe confrontate con quelle precedenti riferite agli impianti totalmente integrati sono di fatto ridotte in alcuni casi dello 0,5%, praticamente uno scarto impercettibile, e al massimo la differenza arriverà al 10%.
C’è inoltre la categoria degli impianti fotovoltaici a concentrazione che oggi non è incentivata; nel momento in cui il decreto entrerà in vigore questi impianti potranno essere incentivati, quindi anche dal prossimo giugno 2010.

Come si ridurrà l’incentivo negli anni?
La regressione è del 6% per il 2012 e il 2013 (prima era del 2%), mentre per gli impianti FV innovativi e a concentrazione la riduzione sarà del 2% all’anno. A partire dal 2014 ci aspettiamo un nuovo decreto che disciplinerà la materia e che sarà pensato anche in base all’andamento dei costi di mercato.

Secondo lei come reagiranno gli operatori?
Vorrei sottolineare che queste riduzioni di tariffe sono ampiamente inferiori alle riduzioni che si sono già avute, e che si continuano a registrare, nel costo soprattutto del moduli fotovoltaici, ma anche del sistema in generale. Gli operatori non devono preoccuparsi perché si potrà investire in questi impianti anche per i prossimi anni con remunerazioni senz’altro soddisfacenti.

A cura dell’Ufficio stampa di Solarexpo

7 maggio 2010