Il settore
L’industria del solare termico, industria meccanica e termoidraulica comprendente piccole e medie imprese specializzate nel solare e grandi aziende termoidrauliche, arricchisce il tessuto industriale italiano creando innovazione e occupazione e presenta ad oggi un potenziale di produzione annua di pannelli solari termici di 1 GWt (pari a 1,4 milioni di metri quadrati).

Questo mercato ha visto negli ultimi anni uno sviluppo significativo, passando dai 130 MWt del 2006 ai quasi 300 MWt del 2008, quindi più che raddoppiando il proprio installato annuale. Ad oggi, nonostante la crisi economica abbia lambito anche il nostro settore, il totale installato in Italia ha ampiamente superato 1 GWt: siamo infatti intorno a 1,4 GWt, pari a quasi 2 milioni di metri quadrati installati.

In numeri assoluti quello italiano è quindi il secondo mercato europeo, mentre se guardiamo alla densità, cioè ai m2 installati per migliaia di abitanti, siamo al di sotto della media europea, con 18 kWt (= 26 m2), pari a 0,03 m2 per abitante, a testimonianza dell’ampio potenziale di sviluppo di un settore particolarmente favorito dalle condizioni climatiche del nostro Paese, ma scarsamente “facilitato” da un quadro legislativo poco coerente e frammentato.

Gli obiettivi da raggiungere
Un obiettivo realistico è quello di raggiungere, nei prossimi 10 anni, orizzonte temporale della Direttiva 20-20-20, almeno 0,4 m2 per abitante, pari a 286 kWt ogni 1000 abitanti. Nella tabella (Traiettoria di sviluppo del solare termico al 2020) viene indicata la traiettoria che implicherebbe un incremento medio annuo del 22% e porterebbe, nel 2020, a 1.563 Mtep risparmiati (vedi anche grafico qui in basso).  

L’obiettivo nel lungo periodo deve comunque essere, vista l’economicità, l’efficienza e la semplicità della tecnologia, quello di raggiungere 1 m2 installato per abitante per soddisfare almeno il fabbisogno relativo alla sola produzione di acqua calda sanitaria (ACS).

Come raggiungere gli obiettivi
La Direttiva 20-20-20 ha introdotto una vera e propria “rivoluzione copernicana” che ha messo sullo stesso piano le tre tipologie di “domanda finale di energia”: calore e freddo, elettricità, trasporti. Per il raggiungimento degli obiettivi al 2020, produrre una certa quantità di energia termica o di energia elettrica è del tutto equivalente.

Lo conferma anche una recente pubblicazione dell’ENEA, “Gli usi termici delle fonti rinnovabili” (vedi Qualenergia.it), che ha messo in evidenza come l’approccio della Direttiva renda conveniente puntare anche sulle fonti rinnovabili termiche, quindi anche incentivandole, proprio perché il costo per la produzione di un kWh termico è nettamente inferiore a quello necessario per la produzione di un kWh elettrico.

È del tutto evidente come questo nuovo approccio renda ormai imprescindibile andare verso un riequilibrio dell’attenzione data a termico ed elettrico, sviluppando un modello di incentivazione di lungo periodo e differenziato per ciascuna fonte, e una normativa che costringa ad un uso efficiente di tutte le tecnologie rinnovabili.

Nella stessa direzione va un convegno in programma nei prossimi giorni organizzato a Roma dagli Amici della Terra, dal titolo “Non solo elettricità. Potenziale, opportunità e prospettive delle rinnovabili termiche“, che vuole essere proprio un momento di incontro tra l’industria delle rinnovabili termiche e i referenti politici e istituzionali per riflettere sulle diverse possibilità tecnologiche delle rinnovabili e sulla variegata gamma di applicazione, non perdendo mai di vista vocazioni e vincoli del territorio e i diversi fabbisogni, termici ed elettrici, che richiedono soluzioni tecnologiche differenziate in costante riferimento al criterio di efficienza.

I prossimi mesi saranno cruciali, vista la scadenza del giugno di quest’anno per la presentazione del Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili. Il Governo dovrà infatti decidere quali e quante risorse mettere in campo e in quali settori, per raggiungere, al minor costo, gli obiettivi indicati dalla Direttiva 20-20-20.
E saranno cruciali anche per dare finalmente certezze al settore del solare termico, a partire dai seguenti ambiti di intervento: incentivazione, obbligo solare e semplificazione amministrativa (vedi tabella 2 – pdf).
Su tutti e tre gli ambiti, Assolterm sta lavorando, attraverso la propria Commissione Tecnica, per fornire, in tempi rapidi, ai Ministeri competenti e alle amministrazioni regionali le proposte degli operatori del settore.

Valeria Verga (Segretario Generale Assolterm)
segretariogenerale@assolterm.it 

6 aprile 2010