Quale futuro per gli investimenti in rinnovabili?

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Il mondo delle rinnovabili ha retto la crisi meglio del previsto e il 2010 sarà un anno record. Ma tra due anni finirà l'effetto dei "pacchetti stimolo" e la crescita prevista del settore, pur forte, non è rapida quanto servirebbe per contenere il riscaldamento globale entro i 2°C. L'ultimo rapporto del World Economic Forum sugli investimenti nelle energie pulite.

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Il settore delle rinnovabili ha retto la crisi meglio del previsto e nel 2010 sarà record di investimenti verdi. Molto paesi hanno fatto e faranno i vari “pacchetti stimolo”, che però cesseranno i loro effetti dopo il 2011, lasciando grandi incognite. Al 2020 gli investimenti nell’energia pulita raggiungeranno i 350 miliardi di dollari annui, molto, ma forse ancora troppo poco in una visione anti global warming: ne servirebbero 500 per mantenere il riscaldamento globale entro i 2°C.

Sono i dati e le previsioni contenute in Green Investing 2010, l’ultimo report sugli investimenti nelle energie rinnovabili del World Economic Forum e di Bloomberg New Energy Finance (vedi allegato). Un documento che tira le somme dell’anno passato, ma soprattutto si interroga sul futuro del settore, esaminando le politiche e le tecnologie che più potranno contribuire a convogliare investimenti nel mondo dell’energia pulita.

Nel 2009 – vi si legge – le rinnovabili hanno attirato capitali per 145 miliardi di dollari. Rispetto ai 155 miliardi dell’anno precedente un calo del 6,5%, meno pronunciato del previsto. Il merito della tenuta va anche ai vari pacchetti stimolo, che pure finora sono giunti a destinazione solo in piccola parte. Dei 430 miliardi di dollari (stime HSBC – Qualenergia.it ) a favore di politiche verdi stanziati complessivamente dai vari governi del mondo per uscire dalla crisi, 177 sarebbero destinati alle rinnovabili. Di questi, nel 2009 solo 25 sono arrivati effettivamente ad essere investiti.

Il grosso dei 177 miliardi di dollari dalle misure anticrisi già disposte dovrebbe essere attivati nei prossimi due anni. Sessanta miliardi secondo il WEF entreranno in campo nel 2010, che anche per questo sarà un anno record per le energie pulite: 200 il totale dei miliardi di dollari di investimenti previsti, che andranno soprattutto a solare ed eolico. Altri 60 miliardi dalle misure anticrisi approvate l’anno scorso dovrebbero essere spesi nel 2011, praticamente dando fondo agli stanziamenti. È da quell’anno in poi, quando la spinta dei pacchetti stimolo sarà esaurita, che bisognerà mettere in campo nuove politiche che consentano al settore di continuare a crescere.

Per ora la previsione di WEF e Bloomberg è che al 2020 gli investimenti in rinnovabili crescano fino a 350 mld $/anno, con eolico e solare sempre a tirare la volata. Uno dei vantaggi del settore per il futuro sono i costi in continuo calo delle tecnologie: in media nel corso del 2009 il costo dell’energia da rinnovabili (al netto da incentivi) è sceso del 10% con punte fino 50% nel fotovoltaico. E se nell’anno passato questo vantaggio è stato in parte neutralizzato dal contemporaneo crollo dell’energia da fonti fossili non sarà così negli anni a venire: il prezzo del barile rimbalzerà nuovamente verso l’alto, mentre l’energia pulita, grazie agli sviluppi tecnologici, costerà sempre meno.

Un vantaggio dunque c’è, ma con la fine dell’effetto dei pacchetti stimolo le rinnovabili avranno ancora bisogno di politiche di sostegno se si vuole affrontare la questione clima. I 350 mld $ di dollari all’anno che le energie rinnovabili raccoglieranno al 2020 – sottolinea il report WEF – sono ancora troppo pochi: come detto, secondo la comunità scientifica per la rivoluzione energetica necessaria a mantenere il riscaldamento entro i 2°C ne servirebbero almeno 500. Senza nuove misure che portino soldi alle energie pulite, conclude lo studio, si proseguirebbe verso lo scenario “business as usual”, chiamato “Reference Scenario” dall’International Energy Agency (Qualenergia.it  –  “Cambiare l’energia per il clima di domani”). Se ciò accadesse – sono le previsioni Iea – andremmo incontro a una catastrofe climatica: concentrazione di CO2 a 1000 ppm e 6°C di aumento della temperatura media.

GM

16 marzo 2010

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