Enti locali, rinnovabili ed efficienza energetica

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Quali sono i punti deboli e forti per le amministrazioni locali sui temi dell'energia solare e dell'efficienza energetica in edilizia. Se ne parla con Riccardo Battisti di Ambiente Italia, uno dei collaboratori della Conferenza dell'Industria Solare che si svolge a Roma, l'11 e il 12 febbraio.

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Con Riccardo Battisti di Ambiente Italia, che collabora, insieme a eclareon alla Conferenza dell’Industria Solare CIS – IT (Roma, 11-12 febbraio) organizzata da Solarpraxis Berlino, affrontiamo il tema dell’energia solare e il suo sostegno e applicazione da parte degli enti locali, uno degli argomenti della prossima Conferenza.

Come è necessario sostenere le amministrazioni locali per l’implementazione delle rinnovabili all’interno delle legislazioni locali?
E’ un tema molto attuale e importante: la recente direttiva europea impone agli Stati membri l’utilizzo di fonti rinnovabili, soprattutto nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni. Però, molto spesso, questo è più facile a dirsi che a farsi, perché le amministrazioni locali, soprattutto i piccoli comuni, non sono in grado di agire da soli. In particolare, come Ambiente Italia, ci occupiamo di seguire un progetto che possa fornire strumenti pratici a queste amministrazioni locali su come implementare correttamente le misure di efficienza energetica o per l’utilizzo di rinnovabili, e senza commettere errori.

Quali sono questi strumenti?
Gli strumenti, a livello locale, sono principalmente i regolamenti edilizi. Ad esempio la richiesta di un minimo di consumo degli edifici che deve essere soddisfatto tramite l’utilizzo di energie rinnovabili. E’ il caso del solare termico e delle biomasse per la produzione di acqua calda, quindi di calore anche per il riscaldamento. Del fotovoltaico o della generazione elettrica da biomasse per quanto riguarda il consumo di elettricità.

Quali sono i punti deboli delle amministrazioni locali in questo ambito?
Soprattutto per le piccole amministrazioni i punti deboli sono di non avere sufficiente personale a disposizione per gestire questo tipo di strumenti, ma anche la mancanza di un adeguata formazione: si tratta infatti di strumenti, misure e tecnologie nuove. Per quanto riguarda le grandi amministrazioni, e penso qui alle Regioni, la loro colpa spesso è di recepire le normative nazionali con molta lentezza e talvolta anche con poca uniformità; questo crea, come anche in altri campi, una diversità di regole che poi è molto complessa da gestire sia per gli operatori che per i cittadini. Allora capita di trovare su una stessa tencologia o misura una legge in Piemonte e una completamente diversa in Lombardia, nonostante siano regioni confinanti.

Quali invece i punti di forza degli enti locali?
Le amministrazioni locali, essendo ovviamente più “snelle” degli organismi nazionali, possono, e spesso ci riescono, ad intraprendere azioni anche pratiche di sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Negli ultimi anni sono stati moltissimi gli enti locali, ad esempio, che hanno riqualificato da un punto di vista energetico i propri edifici: parlo di comuni, scuole, ospedali o altre strutture pubbliche. Hanno in generale anche favorito l’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici sul loro territorio con azioni di comunicazione e specifiche incentivazini per i cittadini.

Intervista a cura di Viliana Trombetta (Narada Press Communication)

 

9 febbraio 2010

 

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