Sono 557 i comuni italiani nei quali l’efficienza energetica e l’utilizzo delle rinnovabili in edilizia sono sostenute in maniera più decisa da regolamenti o normative municipali. Questi Comuni, individuati da Legambiente, insieme alle loro strategie, sono l’oggetto del secondo rapporto “Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi per il risparmio energetico” (ON-RE), promosso da Cresme e, appunto da Legambiente, in collaborazione con Saie Energia (vedi sintesi in allegato).

La casistica fotografata è molto ampia: dai Comuni che prevedono rigidi standard energetici per le nuove costruzioni a quelli che obbligano l’inserimento di fonti rinnovabili nelle nuove costruzioni, come il solare; da quelli che indicano le migliori soluzioni per il risparmio idrico o la scelta dei materiali, a quelle che puntano sul contributo dell’orientamento, della radiazione solare e dell’ombreggiamento per ridurre al massimo i consumi di energia. Soluzioni e regolamenti che trovano finora una maggiore diffusione nelle regioni del nord Italia, anche se iniziano ad emergere alcune buone pratiche nel meridione.

E’ interessante notare come alcune normative sui regolamenti edilizi nascano proprio a livello comunale e poi si allargano per diventare leggi regionali. E’ il caso, ad esempio, del regolamento della Lombardia sulla certificazione energetica e per l’integrazione delle rinnovabili che viene sperimentato all’origine dal Comune di Carugate. Ma esempi simili di “protagonismo” comunale possono ritrovarsi anche in alcune aree della Toscana, del Veneto e dell’Emilia Romagna. Senza scordare l’esperienza di “Casa Clima” di Bolzano.
Questi esempi a volte sono molto più avanzati del quadro nazionale, spesso ancora contraddittorio e in ritardo.

All’origine dell’Osservatorio sui regolamenti edilizi, l’idea che sia importante guardare al territorio per comprendere lo scenario che le fonti rinnovabili e le tecnologie del risparmio permettono di realizzare. I Regolamenti Edilizi Comunali rappresentano uno dei migliori indicatori di questo processo in quanto rappresentano uno snodo delicatissimo dell’azione amministrativa a cui guardano i diversi attori del processo edilizio e nel quale si incrociano le competenze in materia di urbanistica, edilizia ed energia di Stato, Regioni e Comuni.

Negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione normativa a tutti i livelli, a partire dalla Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia che ha messo in moto provvedimenti statali, regionali, provinciali. E’ quindi urgente fare chiarezza rispetto a un quadro così articolato, complesso e in continua evoluzione, con un mercato che propone senza sosta miglioramenti nelle tecnologie per l’impiantistica e il rendimento energetico degli edifici e per l’integrazione delle fonti rinnovabili in modo da rispondere ai fabbisogni termici e elettrici.

Una novità del Rapporto 2009 sono i parametri attraverso cui sono stati letti i regolamenti edilizi e analizzate le scelte nel modo di affrontare quelli che sono i principali temi dell’innovazione ambientale in campo energetico. Quelli scelti sono: la certificazione e il rendimento energetico degli edifici, l’utilizzo di fonti rinnovabili, le tecnologie e gli impianti per l’efficienza energetica, gli indirizzi per il migliore orientamento degli edifici, l’utilizzo di materiali locali e riciclabili, il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche.

Nell’introduzione del rapporto si chiarisce che nessuna significativa riduzione delle emissioni del settore sarà raggiungibile solo limitandosi alle nuove costruzioni senza mettere mano ad un vasto programma di riqualificazione dell’edilizia esistente. L’analisi di ON-RE conferma infatti come larga parte delle indicazioni dei regolamenti riguardi le nuove costruzioni. Diventa allora indispensabile ragionare su come intervenire nel patrimonio edilizio esistente per realizzare precisi target di risparmio energetico.
Malgrado la complessità dello scenario sarà indispensabile muoversi monitorando i problemi, informando in maniera diffusa, e spingere nei settori della formazione e della ricerca. Questo rapporto può essere un passo in questa direzione.

LB

3 novembre 2009