Grazie alla crisi e all’efficienza energetica gli obiettivi europei del 2020 per l’Italia saranno più facili da raggiungere. Sono buone notizie per il nostro paese quelle portate ieri dall’ENEA alla commissione Ambiente del Senato. I nuovi numeri (vedi allegato) – elaborati dall’ente assieme a Erse e ministero dello Sviluppo Economico  – ridimensionano lo sforzo necessario per arrivare, entro il 2020, a soddisfare con le rinnovabili quel 17% del fabbisogno di energia primaria, come ci richiede l’Eimpegno preso in Europa. A causa del rallentamento economico la fame di energia del nostro paese crescerà infatti meno di quanto si era previsto e dunque sarà più facile raggiungere la quota percentuale.

Se prima della crisi l’ENEA stimava che al 2020 l’Italia avrebbe avuto bisogno di  energia per 164 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (Mtep), ora il fabbisogno previsto è sceso a 150 Mtep. Se si considera anche il contributo – 23 Mtep – atteso dagli interventi per l’efficienza energetica la domanda al 2020 scende a 126 Mtep. Ecco dunque gli sforzi necessari secondo il nuovo scenario Enea: nel settore del calore le fonti pulite dovranno moltiplicarsi per 4 (da 2,6 a 9,2 Mtep). Lo sforzo proporzionalmente più grande si dovrà fare nei trasporti, per i quali l’Ue pone l’obbligo che vengano alimentati per il 10% a rinnovabili: da 0,2 Mtep a 4,2, mentre nel settore elettrico le rinnovabili , dai 7,1 Mtep del 2005 a 21,7 nel 2020. Nel settore elettrico le fonti pulite invece dovranno raddoppiare: da 4,3 a 8,3 Mtep. Le tecnologie che dovranno crescere di più? L’eolico, che dovrà triplicare, il fotovoltaico, che dovrà moltiplicarsi per 30, e il solare termodinamico che al 2020 dovrà fornire da 2 a 3 Mtep.

Interessante poi anche la parte della relazione in cui si illustrano le nuove tecnologie su cui l’ente sta lavorando: il solare termodinamico di seconda generazione innanzitutto, il fotovoltaico a concentrazione e nuovi materiali per il mini eolico. Tecnologie che creeranno anche nuova occupazione: dei 250mila occupati che il settore delle rinnovabili potrà avere nel 2020, il solare termoelettrico, secondo Enea, ne potrà contare 20mila. Posti di lavoro che vanno ad aggiungersi ai 27 mila previsti per il fotovoltaico, mentre la parte del leone la faranno biomasse ed eolico, rispettivamente 65mila e 75.500 occupati.

Ma la fonte con maggiori potenzialità per raggiungere gli obiettivi del 2020, applicabile a tutti i settori, nello scenario presentato è senz’altro l’efficienza energetica. Efficienza negli usi finali, utilizzo razionale dell’energia e efficienza nel sistema elettrico messe assieme, secondo l’Enea, contribuiranno al 77% della riduzione delle emissioni al 2020. Un ruolo determinante che pure altri stimano ancora più sostanzioso: se per l’Enea l’efficienza può ridurre di 23 Mtep il fabbisogno energetico al 2020 per la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ( Qualenergia.it “Rinnovabili 2020, prove di burden sharing” ) può fare ancora di più, contribuendo con 33 Mtep.

GM

28 ottobre 2009