Geotermia: ecco i nuovi criteri per le emissioni

  • 15 Ottobre 2009

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Tranquillizzanti le analisi di Arpat ma l'obiettivo è avere dati sempre migliori. Bramerini: «Controlli a 360° e autorizzazioni subordinate alla qualità dell'aria»

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Negli ultimi due anni sull’Amiata si è registrato un solo sforamento dei limiti di legge dell’acido solfidrico, mentre i valori dei vapori di mercurio si sono mantenuti sempre nella norma. Se si considerano gli ultimi dodici anni, i giorni di superamento sono stati sette, cinque nell’area geotermica tradizionale (quella con al centro Pomarance) e due sull’Amiata.

E’ un quadro complessivamente tranquillizzante quello che emerge dal rapporto finale di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, relativo al biennio 2007-2008, che ha considerato le emissioni di 5 centrali geotermiche e i dati di 6 postazioni territoriali, effettuando 657 rilevazioni, con una media di quasi una misura o un campione al giorno. Dal 2002 l’Agenzia ha tenuto sotto controllo il 77,4% delle 31 centrali attualmente in esercizio, con o ltre 2.200 campioni, più di 10.600 determinazioni e 503 misure. Verifiche straordinarie sono state effettuate anche per ciò che riguarda alluminio, antimonio, cadmio, cromo, ferro, piombo e altre sostanze, che sono risultate tutte nella norma e in molti casi a livelli neppure rilevabili dagli strumenti. L’inquinamento olfattivo (l’odore di uova marce) permane, ma la qualità dell’aria è migliorata in seguito all’installazione degli Amis (i sistemi abbattitori di mercurio e idrogeno solforato).

Insieme alle analisi di Arpat oggi nella sede della Regione sono stati presentati anche i criteri direttivi per il contenimento delle emissioni in atmosfera.
«Con questi criteri per la prima volta – afferma l’assessore regionale all’energia e all’ambiente Anna Rita Bramerini – si è compiuta una ricognizione a 360° sui valori per i quali è previsto un lim ite di legge, ma anche su quelli, come l’ammoniaca e l’acido borico, per i quali non c’è ancora quella limitazione normativa che noi continuiamo a richiedere al Governo e al Parlamento. Abbiamo stilato i criteri e subordineremo al rispetto di queste regole ogni altra eventuale autorizzazione allo sfruttamento geotermico. Invieremo il documento agli enti locali, alle parti sociali e alle associazioni, per raccogliere le loro indicazioni e poi lo approveremo in Giunta regionale».

L’evoluzione delle emissioni dal 2000 al 2007 mostra una diminuzione del 38,3% (da 26.239 a 16.181 tonnellate annue) dell’acido solfidrico e del 51,4% (da 3.076 a 1.494 tonnellate annue) del mercurio.
«Le norme che abbiamo presentato oggi, sono finalizzate alla tutela della salute – ha aggiunto l’assessore – perché anche se i dati ci confortano, vogliamo puntare ad un loro ulteriore miglioramento. Abbiamo fatto in modo che en tro cinque anni siano progressivamente installati gli abbattitori Amis su tutte le centrali esistenti, visto che sono capaci di ridurre dell’85% l’acido solfidrico e fino al 60% il mercurio. Chiederemo infine al gestore Enel di sperimentare prima, e applicare poi, le migliori tecnologie disponibili per ridurre anche gli inquinanti non normati come l’acido borico e l’arsenico».

Con l’installazione degli Amis su tutte le centrali, si stima che rispetto ad oggi nel 2013 le emissioni di acido solfidrico si ridurrebbero di un ulteriore 46% e quelle di mercurio del 53,7%.

Tiziano Carradori

9 ottobre 2009

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