Il comparto del fotovoltaico, in crescita in Italia, sta via via consolidandosi, nonostante i problemi legati alla burocrazia e all’allacciamento alla rete. Il problema della saturazione e l’obsolescenza della rete che attualmente rendono difficile immettere elettricità prodotta da nuovi impianti, specie se a fonti rinnovabili, sono stati al centro del convegno di Assosolare organizzato, ieri 30 settembre, nell’ambito di ZeroEmission (PV Rome).
La rete elettrica italiana è un “sistema centralizzato” che fornisce alle diverse utenze l’energia prodotta prevalentemente dalle grandi centrali da fonte tradizionale. Le rinnovabili aprono il capitolo della generazione distribuita con gli evidenti vantaggi che vanno dalla riduzione delle perdite di energia nel trasporto, all’abbattimento delle emissioni, al mancato sovraccarico delle reti.

Il convegno ha visto confrontarsi rappresentanti di Enel e Terna per fare il punto sulla situazione della rete. E, alla luce del prossimo intervento del governo per rivedere le tariffe conto energia, si è anche discusso di mercato e del suo potenziale, oltre che degli scenari dei prossimi anni.
Si inserisce in questo contesto la presentazione di Vittorio Chiesa, dello studio “Il mercato italiano del fotovoltaico” condotto dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. Secondo questa analisi due sono gli approcci alternativi per la stima del potenziale del mercato italiano del fotovoltaico: quello “benchmarking” (assume a riferimento la potenza pro-capite intallata stimando che lo sviluppo sia in linea con quello di Spagna e Germania) e quello “costruttivo” (costruisce il potenziale di installazione tenendo conto delle caratteristiche del nostro territorio). I due approcci portano a risultati convergenti, e dimostrano una potenzialità per il mercato del fotovoltaico in Italia, di oltre 50 GW.

“Ovviamente – ha spiegato Gianni Chianetta, presidente di Assosolare – non ci aspettiamo di raggiungere questo potenziale al 2020, perchè gli obiettivi dovranno tenere conto anche del peso economico degli incentivi che accompagneranno il fotovoltaico verso la grid parity. Da quel momento in poi dotarsi di un impianto solare sarà conveniente senza gli aiuti governativi e il fotovoltaico diventerà una commodity. La grid parity potrà raggiungersi solo se si potrà contare, almeno per i prossimi anni, di una tariffa che descresca proporzionatamente in linea con il decremento dei costi di impianto e di un “tetto” talmente elevato da non rappresentare un ostacolo alla crescita e che sia in linea con gli obiettivi di Bruxelles. La riduzione della tariffa prevista nella revisione del conto energia, da una prima analisi dello studio del Politecnico, da noi preso come riferimento per quella che sarà la posizione ufficiale, non potrà essere drammatica”.
“Bisogna inoltre tenere presente – aggiunge Chianetta – che la riduzione del prezzo del modulo avuta nel 2009 è un evento straordinario frutto di un effetto congiunturale dovuto principalmente al disallineamento tra domanda e offerta, che ha costretto a vendere sotto costo per lo smaltimento degli stock. Il conto energia andrebbe poi rivisto ogni tre anni, perchè è molto difficile fare previsioni per un tempo più lungo”.

“Un’altra considerazione – ha proseguito Chianetta – fatta all’interno di Assosolare è che sarebbe più corretto avere una tariffa indicizzata oltre che differenziata tra nord, centro e sud. Investire in una centrale da 1 MW non è conveniente al centro-nord Italia neanche oggi con l’attuale tariffa. Auspichiamo inoltre che ci sia una semplificazione nelle tipologie di impianto. Sarebbe forse più opportuno parlare solo di impianti a terra e su tetto. In ultimo una ridefinizione delle taglie introducendo la taglia dei 200 kW che definisce la nuova soglia per lo scambio sul posto sarebbe auspicabile”.

“Per il periodo 2009/2010 – ha dichiarato Enrico Pensini, general manager Siac e presidente SIEL GROUP – grazie alla potenzialità offerta dal nuovo conto energia italiano, ci stiamo concentrando sul mercato nazionale forti dell’esperienza internazionale. Sembra però emergere in questo scenario virtuoso un elemento di disturbo in grado di compromettere il raggiungimento degli obiettivi del conto energia: i limiti delle rete italiana, che presenta in alcuni punti dei colli di bottiglia e una bassa efficienza.
Un problema sentito in particolare nelle regioni del Sud, paradossalmente quelle che possono produrre più energia fotovoltaica in virtù della posizione geografica.
Il problema della inadeguatezza della rete non è solo italiano e che sia un terreno fondamentale per lo sviluppo futuro lo dimostra cosa sta accadendo, ad esempio negli USA, dove ci sono segnali importanti a livello istituzionale: l’Amministrazione Obama ha fatto pressione sul Congresso per una azione ‘without delay’ per la creazione di una smart grid e ha nominato George W. Arnold, national coordinator for Smart Grid Interoperability.

E’ stato proposto quindi di creare a breve un tavolo di lavoro dove istituzioni, operatori di settore e il mondo della ricerca universitaria si confrontino e, a breve, si giunga all’approvazione di un general plan per la creazione di una piattaforma di distribuzione dell’energia, in grado di sostenere le trasformazioni nei processi di produzione e consumo già oggi in atto.

Assosolare ha dichiarato che si impegnerà nella negoziazione con il Governo per definire le nuove tariffe oltre ad un confronto continuo con i propri soci e con le altre Associazioni di categoria, in primisis GIFI e Aper.

1 ottobre 2009