Dal programma di governo di questa legislatura al Programma Regionale di Sviluppo 2006- 2010, la nostra Regione si caratterizza per la scelta di coniugare, in termini di efficienza, sviluppo e sostenibilità.
Il Piano di indirizzo energetico regionale – Pier – anche se avrà validità formale fino al 2010 intende creare le condizioni perché l’energia rinnovabile si faccia motore dello sviluppo economico nel rispetto dei caratteri tipici dei nostri territori, della salvaguardia ambientale dei nostri paesaggi, delle nostre bellezze storiche ed artistiche.

Per fare questo è necessario che gli enti locali, il mondo imprenditoriale, i sindacati, le associazioni diventino soggetti attivi di questa sfida. E’ altresì necessario che concorrano a creare un contesto educativo e culturale aperto al cambiamento, tollerante, disponibile al confronto e cosciente della necessità di definire un termine, nel medio periodo, entro cui portare a maturazione lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili creando un mix produttivo plausibile, diversificato ed il più possibile capace di sostituire l’energia prodotta mediante l’impiego di petrolio.

Il settore delle energie rinnovabili rappresenta una fortissima opportunità di investimento.
Ma la produzione di impianti e di componenti costituisce appannaggio di un numero limitato di paesi. Le nostre imprese hanno tuttavia le capacità tecniche per affermarsi anche in questo settore, soprattutto se sostenute da uno stretto rapporto con Università, enti locali e Regione impegnate nella ricerca, nella formazione professionale, nell’informazione e comunicazione. Non solo. La nostra agricoltura, sintesi di capacità imprenditoriale e di creazione e tutela di paesaggi unici al mondo, è in grado di saper integrare le opportunità di sfruttamento delle energie rinnovabili con le caratteristiche colturali e forestali che la connotano.

Sviluppo e sostenibilità in Toscana devono convivere e questo Pier è uno strumento per favorirne la realizzazione. Non può esistere uno sviluppo se non è sostenibile, perché da noi la tutela dei valori ambientali e paesaggistici passa per il governo del territorio attraverso meccanismi di governance e di partecipazione, incentrati sulla preparazione delle scelte e sulla collocazione delle stesse nel quadro di regole chiare, conoscibili ed il più possibile semplici e snelle. Su questo fronte è necessario un salto di qualità nella capacità di coordinamento dei tanti soggetti pubblici coinvolti nei procedimenti affinché ciascuno diventi protagonista, assieme alle comunità di riferimento ed alle tante associazioni e comitati spontanei, nel quadro dell’obiettivo comune che è quello di tutelare il contesto in cui si inserirà l’impianto, ma, allo stesso tempo, di non avere una posizione preconcetta e contraria a qualsiasi tipo di intervento.

Sappiamo che non è facile, ma dobbiamo fare tutti uno sforzo culturale per non limitarci a dire soltanto “no”. Le energie rinnovabili, essendo da noi ancora scarsamente diffuse, insieme ai naturali elementi di diseconomia, soffrono anche di difficoltà progettuali, culturali e normative che ne rallentano l’utilizzo. Ciò richiede in questa fase un impegno aggiuntivo da parte di tutti, in particolare delle istituzione chiamate a favorirne la diffusione. Abbiamo bisogno di sviluppare l’uso di tutte le fonti rinnovabili, a partire dalla geotermia, per essere in linea con il resto dell’Europa.
Per quanto il Pier non tratti direttamente il raggiungimento del primo obiettivo europeo, quello della riduzione del 20% delle emissioni di gas serra nel 2020, lo fa indirettamente, favorendo lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

La Toscana, inoltre, guarda all’idrogeno e lavora per dar vita ad un Distretto toscano dell’Idrogeno impiegato nella sperimentazione dei veicoli di trasporto su strada e della nautica. Università ed imprese lavoreranno nei segmenti della produzione, dello stoccaggio e dell’applicazione dell’idrogeno sia direttamente sia attraverso fuel cells, per creare le condizioni, anche in questo caso, per favorire l’affermazione di questo vettore. In questo sforzo collettivo per favorire uno sviluppo sostenibile il Governo centrale è chiamato a fare la sua parte nel supportare la Toscana nei procedimenti relativi a grandi opere che la riguardano, quali, nello specifico, la realizzazione di un rigassificatore e la realizzazione ed approdo in Toscana del secondo metanodotto algerino. Così come dovranno essere collocate in un contesto nazionale le necessarie conversioni a gas metano delle centrali Enel di Livorno e Piombino, riconoscendo alle comunità locali ed alla Regione il diritto di partecipare ai programmi ed alle scelte che impattano sul proprio territorio. L’obiettivo di ridurre i costi dell’energia rappresenta per noi una priorità. Tuttavia, questo problema non è facilmente affrontabile su scala regionale e locale. Proprio per questo il Pier sostiene gli operatori, le istituzioni e le imprese interessate ad investire per rendere più agevole l’approvvigionamento energetico, per aumentare l’efficienza produttiva e distributiva, per ridurre i consumi e per dare più forza ai consumatori, anche attraverso pratiche cooperative con l’obiettivo di abbassare il costo dell’energia per famiglie e imprese. Il costo dell’energia, nell’attuale fase dello sviluppo globale e regionale, è un fattore strategico e competitivo. Tuttavia, questo obiettivo non può essere perseguito attraverso uno sfruttamento non sostenibile dell’ambiente e delle risorse naturali. Occorre, per questo, sviluppare sistemi di produzione energetica non inquinanti attraverso un sviluppo delle fonti rinnovabili e l’uso di tecnologie per l’abbattimento delle emissioni nocive.

Per questo motivo occorre una politica energetica che a livello globale imponga standard produttivi meno inquinanti, anche se questo comporterà un aumento dei costi, mentre da noi dobbiamo lavorare, attraverso adeguate politiche di sostegno, per ridurre i costi dell’energia attraverso una maggiore efficienza dei consumi e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Non esiste ,quindi, alcuna contraddizione fra spingere, a livello globale, ad un più alto costo dell’energia (che tenga conto dei costi ambientali) e puntare, a livello regionale e nazionale, a rendere meno pesante il prezzo dell’energia rispetto agli altri paesi europei.