Svezia, una presidenza efficiente

  • 6 Luglio 2009

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L'efficienza energetica sarà una priorità per la nuova di Presidenza Ue, ricoperta dalla Svezia. Sul tavolo del prossimo incontro dei ministri di ambiente ed energia il governo di Stoccolma fa trovare un report che spiega le opportunità che l'uso razionale dell'energia offre all'Europa in termini di occupazione e benefici economici.

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L’efficienza energetica prima di tutto. Il messaggio della nuova Presidenza europea, quella della Svezia, insediatasi il 1° luglio, è chiaro fin dall’inizio: il paese scandinavo durante il suo turno di presidenza vuole far fare altri passi verso il risparmio energetico alla politica comunitaria. Nel primo incontro informale dei ministri dell’energia e dell’ambiente europei, che si terra ad Åre, in Svezia, dal 23 al 25 luglio, infatti si parlerà proprio di efficienza energetica e lo si farà a partire da un report del Governo svedese: ‘A European Eco-efficient Economy’ (pdf), un dossier redatto dallo Stockholm Environment Institute in cui si valutano le opportunità che l’efficienza energetica può dare all’Europa e i passi da fare per coglierle.

Un tema importante anche perché il Piano d’Azione per l’efficienza energetica europeo – quello tramite il quale si sono introdotti gli standard minimi per edifici, automobili ed elettrodomestici – dovrà essere rivisto proprio quest’anno e la nuova versione dovrà essere pronta per novembre. L’obiettivo è trovare i modi più economici ed efficaci per raggiungere al 2020 un incremento dell’efficienza energetica del 20% (target che però, a differenza di quelli su rinnovabili ed emissioni, non è vincolante).

Il report messo sul tavolo dalla nuova Presidenza Ue prende quindi in esame quello che si potrebbe fare nei diversi settori per migliorane l’efficienza energetica: dalle auto, alla pianificazione urbanistica, fino alla rete elettrica e alle industrie altamente energivore, come quella dell’acciaio. Senza scendere nei particolari delle varie politiche possibile, la conclusione è chira:  l’efficienza energetica in Europa ha un immenso potenziale ancora non sfruttato e molto si può fare soprattutto in quei settori che hanno un’incidenza più grande sulle emissioni di gas serra.

Un potenziale che è anche un’opportunità economica imperdibile, specialmente in tempi di crisi, che permetterebbe di rilanciare occupazione, attirare investimenti, rendere l’economia più resistente alle fluttuazioni nei prezzi delle risorse di energia. L’innovazione verso l’efficienza cioè – sottolinea il lavoro dello Stockholm Environment Institute – è un motore economico che consentirebbe tranquillamente di superare gli alti costi della forza lavoro e quelli dovuti a norme ambientali più severe, che molti invece temono.

Affinché l’efficienza energetica esprima le sue potenzialità, spiega il report, sul piano internazionale l’Europa deve muoversi perché su tutto il pianeta venga posto un prezzo alla CO2 e affinché gli standard di efficienza vengano condivisi dal maggior numero possibile di nazioni. In Europa occorre invece che i singoli Stati membri europei adottino pacchetti di politiche ad hoc: dall’imposizione di standard minimi di efficienza energetica, a incentivi e tasse. A dimostrare la determinazione svedese, c’è la dichiarazione di voler raggiungere un accordo con il Parlamento Europeo su questi temi entro la fine dell’anno, anche prima di aver raggiunto una posizione comune con il Consiglio dei Ministri, che affronterà il tema ufficialmente il prossimo 7 dicembre.

Intanto, sull’efficienza energetica la Svezia, oltre che a spingere in Europa, sta già dando il buon esempio a casa propria, con una affermata tradizione di isolamento degli edifici, teleriscaldamento e trasporto sostenibile. Il paese – che come obiettivo per le rinnovabili al 2020 si è posto il 49% sul fabbisogno totale e che si è impegnato a tagliare del 40% le emissioni dei settori non sottoposti all’ETS per divenire carbon neutral entro metà secolo – stanzierà per l’efficienza dal 2010 al 2020 una somma pari a 27,3 millioni di euro per anno. Oltre che gli aiuti agli investimenti in nuove tecnologie e gli incentivi alla coibentazione di abitazioni e uffici, il piano svedese prevede, tra le altre cose, di introdurre l’obbligo per tutti gli edifici di nuova costruzione di avere dei dispositivi per monitorare i consumi di elettricità ed acqua calda.

Report – A European Eco-efficient Economy (pdf)

GM
7 luglio 2009
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