SET For 2020” è uno studio (120 pp.) sul fotovoltaico realizzato da EPIA (European Photovoltaic Industry Association), in cooperazione con la società di consulenza di gestione strategica A.T. Kearney, che indica le ipotesi di una forte e rapida diffusione dell’energia fotovoltaica in Europa entro il 2020.
Lo studio presenta un insieme di analisi, cifre, e risultati sia passati che previsionali. In questa analisi un contributo è arrivato anche dalle interviste a circa 100 personaggi chiave provenienti dall’industria, istituti di ricerca, infrastrutture, organismi di regolamentazione e amministrazioni pubbliche, condotte in Europa e in altre parti del mondo negli ultimi sei mesi.

Tra i diversi aspetti importanti alla base dello studio SET For 2020 almeno due vanno citati. Il primo riguarda la rapidità di crescita registrata finora dal settore che oggi è la fonte rinnovabile a più rapida diffusione: nel 2008 i 4,5 GW installati in Europa hanno rappresentato il 19% di tutta la potenza elettrica installata nell’anno nel continente.
Il secondo elemento è riferito ai prezzi dei sistemi fotovoltaici che, si afferma nello studio, potranno diminuire in determinate condizioni e alla luce dell’attuale volume di installazioni, di almeno l’8% l’anno, dimezzando i costi di generazione ogni 8 anni. Un decremento che non è atteso per nessun altra fonte elettrica.

Lo studio “SET For 2020” prende in considerazione diversi scenari di diffusione del fotovoltaico in Europa.
Lo scenario di base prevede una penetrazione del fotovoltaico al 2020 del 4%; ci troviamo qui in una ipotesi di crescita “business as usual”.
Lo scenario di crescita accelerata punta invece a coprire il 6% del mercato al 2020 e, come nel primo caso, non si hanno cambiamenti nell’infrastruttura elettrica.
Lo scenario Paradigm Shift, quello più avanzato ed ambizioso, punta ad un obiettivo del 12% di energia elettrica da fotovoltaico sui consumi totali. Un target che richiede un forte sviluppo dello stoccaggio di energia e dell’utilizzo di innovative smart grid, oltre a miglioramenti su tutta la filiera tecnologica e commerciale.

Tuttavia l’analisi dimostra che il fotovoltaico è in grado di coprire il 12% del fabbisogno elettrico al 2020, anche se attualmente è al di sotto dell’1%. Un obiettivo raggiungibile se alcune azioni chiave verranno prese dai decisori politici sia dell’UE che dei governi nazionali (incentivi di sostegno fino alle soglie della competitività e un ambiente favorevole in termini finanziari e normativi), ma anche dalla stessa industria di settore.
Secondo lo studio Epia, il fotovoltaico potrà, dunque, fornire una quota importante, circa un terzo, dei 1.244 TWh che rappresentano il gap di energia rinnovabile richiesta al 2020, cioè 462 TWh, mentre i restanti 782 TWh verrebbero da eolico, biomasse, solare termodinamico, geotermico, idroelettrico, energia dal mare, ecc.

Secondo lo scenario Paradigm Shift, entro il 2020 il prezzo del chilowattora fotovoltaico potrà essere competitivo con quello si acquista dalla rete, almeno nel 76% del mercato elettrico europeo.
Forse è eccessivo l’ottimismo del report che indica, quale data di raggiungimento della grid parity per le regioni del sud Europa, il 2010. Un risultato, questo, che comunque non porterà automaticamente ad una rapidissima espansione del mercato per la quale, invece, sarà necessario continuare a concentrare gli sforzi di sviluppo e di marketing sulle applicazioni più innovative per consumatori finali, sulla ricerca nei processi e nei prodotti del fotovoltaico.

Il beneficio economico netto per i paesi dell’UE sarà molto più elevato quanto più grande sarà la penetrazione di mercato del fotovoltaico. Il calcolo del beneficio netto prende in considerazione le emissioni di CO2 evitate, la minore volatilità dei prezzi dell’energia e le minori perdite sulla rete, solo per citare alcuni fattori. La temporanea richiesta di investimenti nella forma, ad esempio, di incentivi in conto energia (o feed-in tariffs) sarà alla fine relativamente modesta visto che non supererebbe del 2,2% (scenario Paradigm Shift) il valore totale dell’elettricità consumata (per un totale di circa 235 miliardi di euro).
Un impegno che viene richiesto all’industria del fotovoltaico è principalmente negli investimenti in ricerca necessari per raggiungere il target più ambizioso, l’unico in grado di dare benefici rilevanti all’economia, così da migliorare l’efficienza del 30% entro il 2020 e dimezzare i costi ogni 8 anni. L’obiettivo è raggiungere un costo inferiore di 10cent€/kWh entro il 2020 per gli impianti industriali e sotto i 15cent€/kWh per i sistemi residenziali.

In allegato una breve sintesi del rapporto. Segnaliamo inoltre alcuni grafici riportati nello studio. Per acquistare la pubblicazione completa, prevista entro la fine di giugno, è possibile ordinarla qui.

LB

22 giugno 2009