“La green economy, la nuova industria delle tecnologie del risparmio energetico, della ecoedilizia e dell’agroenergia, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e delle nuove forme per la produzione elettrica, decolla anche in Emilia Romagna e può rappresentare un nuovo asse di sviluppo oltre la crisi”. Lo ha detto Duccio Campagnoli, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna, al Cnr di Bologna nel corso di un convegno dal titolo “Politiche europee e piano energetico della regione Emilia-Romagna”, dove ha presentato i risultati conseguiti in meno di due anni dal Piano Energetico Regionale (PER), approvato a fine 2007.

Gli obiettivi realizzati con l’impegno di 90 milioni di euro stanziati sono stati importanti. Decollano le rinnovabili e l’impegno per il risparmio energetico; infatti grazie ai programmi regionali e al meccanismo del conto energia nella regione si è registrato un record di potenza fotovoltaica installata: a maggio 2009 gli impianti costruiti dal 2007 ha raggiunto i 46 MW di potenza, ed entro il 2010, con i progetti già finanziati, si toccherà quota 67 MW, oltre tre volte rispetto ai 20 MW previsti dal PER: una produzione elettrica capace di soddisfare il fabbisogno di oltre 22.000 famiglie.
Buoni risultati anche per l’eolico: a maggio 2009 i nuovi impianti sono pari a 16 MW ed entro il 2010 si raggiungerà quota 40 MW, il doppio rispetto gli obiettivi fissati dal piano. Nel settore degli impianti a biomasse, ricavati dalla riconversione di zuccherifici e piccoli impianti di agroenergia nelle imprese agricole a maggio 2009 si è raggiunta quota 115 MW di potenza installata, e nel 2010 si arriverà a 300 MW, in linea con gli obiettivi del PER. Per l’idroelettrico si è a 12 MW realizzati a maggio 2009 grazie ai nuovi impianti e 16 MW sono previsti a fine 2010, anche qui in linea con il PER.

Intanto, l’assessore ha comunicato che è quasi completata la riconversione del parco termoelettrico con la sostituzione di tutti i vecchi impianti ad olio combustibile con quelli a ciclo combinato alimentati a metano, con una conseguente riduzione del 30% delle emissioni di gas serra, meno 17 milioni di tonnellate negli ultimi 10 anni. “Il maggior contributo alla riduzione delle emissioni è stato ottenuto e siamo la prima regione dove si è realizzato l’equilibrio previsto dagli obiettivi di Kyoto”, ha detto Campagnoli.

Per quanto concerne l’industria il PER ha messo a disposizione 15,3 milioni di euro per il sostegno a progetti innovativi nel campo delle tecnologie energetico-ambientali volti al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Le domanda accolte dallo specifico bando sono state 133 su 145 presentate, e i progetti saranno in grado di generare investimenti per quasi 68 milioni di euro. Delle 133 iniziative approvate il 69% è stato presentato da piccole imprese, mentre il 33% da quelle di media grandezza. La maggioranza degli interventi finanziati riguarda il fotovoltaico (89 interventi), seguono efficienza energetica dei processi produttivi (34), e degli edifici (29). Il risparmio di energia stimato all’anno è di 20.737 tep, mentre le minori emissioni in atmosfera sono calcolate in 48.110 tonnellate di CO2.

Rilevante anche le iniziative indicate dal PER nel settore dell’edilizia residenziale. Finora sono stati emessi 7.500 certificati energetici, 1.500 i certificatori accreditati e quasi 20.000 i nuovi edifici progettati secondo i nuovi standard di consumo energetico previsti dalla Regione. Nel 2007 e 2008 inoltre i progetti di miglioramento del rendimento energetico negli edifici presentanti dai cittadini sono stati 32.000, per un ammontare di 400 milioni di euro (con detrazione fiscale del 55%).

Per l’assessore “queste politiche possono offrire grandi e nuove opportunità in particolare per le PMI e quindi la prosecuzione del PER punterà a raggiungere i nuovi obiettivi europei del 20-20-20 al 2020”. Per Campagnoli la politica regionale “può essere una parte importante di quella del Paese, ma oggi in Italia una politica energetica non c’è”.
Esiste però per il governo soprattutto il rilancio del nucleare con i suoi nove miliardi di euro da investire. Ma per l’assessore questa cifra “si potrebbe spendere più proficuamente nei settori del risparmio energetico e delle rinnovabili per creare vero valore per le nostre piccole e medie imprese”.

Proprio sul tema del nucleare in Italia, Campagnoli ha ricordato che rifiuti radioattivi della centrale di Caorso, in provincia di Piacenza, attualmente in Francia per essere convertiti in frammenti di vetro, nel 2017 torneranno a casa. “Oggi in Italia non c’è un deposito per le scorie radioattive, quindi i rifiuti sono destinati a rimanere nei siti dove sono stati prodotti”, ha detto l’assessore. “Chi vuole implementare il nucleare in Italia sarebbe meglio che sapesse cosa succede a Caorso, le competenze e le risorse necessarie per la gestione di certe tecnologie, e i costi per la sua dismissione”, ha aggiunto.

23 giugno 2009