Rinnovabili, a quando le linee guida nazionali?

  • 5 Giugno 2009

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La Corte Costituzionale dichiara illegittima una legge della Regione Basilicata che stabiliva i criteri per l'inserimento degli impianti eolici nel territorio. E' lo Stato che ha esclusiva competenza in materia di tutela del paesaggio. Ma da anni si attendono le linee guida nazionali. Una sentenza che avrà molte implicazioni sullo sviluppo del settore.

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La Corte Costituzionale lo scorso 29 maggio ha pubblicato una sentenza di grande importanza per il settore delle fonti rinnovabili. Questa dichiara illegittima a livello costituzionale una legge della Regione Basilicata che definiva le linee guida per l’inserimento degli impianti eolici nel territorio.
Questa decisione potrà avere effetti molto rilevanti sul futuro sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia visto che la Consulta stabilisce che, in assenza delle linee guida nazionali adottate dalla Conferenza unificata, le Regioni non possono “provvedere autonomamente alla individuazione di criteri per il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti alimentati da fonti di energia alternativa”.

La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dal Tar Basilicata, che aveva accolto una eccezione della società Energia Sud S.r.l; in seguito nel giudizio era intervenuta APER (Associazione dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) in sostegno dell’azienda.
Nello specifico, oggetto del contenzioso era un “Atto di indirizzo per il corretto inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale” approvato dalla Giunta Regionale nel 2004 divenuto legge regionale n. 9 del 26 aprile 2007 (in particolare l’art. 6 della legge) che conteneva numerose limitazioni localizzative degli impianti eolici (divieti assoluti in ampie zone allargate dalla individuazione di larghe fasce di rispetto, c.d. buffer). Va sottolineata che la decisione della Corte Costituzionale poggia sulla natura esclusiva della competenza dello Stato in materia di tutela del paesaggio e dell’ambiente.

L’Avvocato Mario Bucello, difensore della Società Energia Sud sia nel giudizio di fronte al TAR Basilicata che ha originato la questione di legittimità costituzionale sia nel procedimento dinanzi alla Corte Costituzionale, ha apprezzato per la chiarezza della sentenza della Corte Costituzionale che, a suo avviso, è una presa di posizione così netta che destinata a condizionare favorevolmente l’intero settore, travolgendo alcune strategie ostruzionistiche in atto e scoraggiando la loro reiterazione.

L’Avvocato Simona Viola, da anni consigliere giuridico di Aper nell’attività di promozione delle rinnovabili, ha sottolineato a Qualenergia.it come questa sentenza della Corte Costituzionale giunga a premiare un lungo e intenso lavoro di equipe: “anche se ovviamente è inutile illudersi che una sentenza basti a neutralizzare gli egoismi localistici da sempre avversi all’adeguamento della dotazione nazionale di infrastrutture, l’indicazione insistentemente inseguita e infine ottenuta introduce un primo elemento di chiarezza in uno scenario ancora troppo dominato dalle contraddizioni”.

In definitiva, soprattutto alla luce di questa sentenza, l’emanazione delle Linee guida nazionali previste dall’art. 12 del decreto legislativo n. 387 del 2003 non potrà più essere rinviata, come è stato fatto finora.

5 giugno 2009

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