La potenza totale installata di fonti rinnovabili su scala mondiale ha raggiunto 280.000 MW a fine 2008, con un incremento del 16% rispetto al 2007 (240 GW). Questa crescita della capacità, pari a 3 volte a quella nucleare attualmente in funzione negli Stati Uniti, dimostra come sia in moto una fase di transizione energetica verso l’energia pulita. Questo è quanto asserisce il recente rapporto “REN21 Renewables Global Status Report” (vedi allegato), alla sua quarta edizione. Un cammino che procede nonostante la crisi economica e che “è andato ben oltre le previsioni della stessa industria di settore”, ha detto Mohamed El-Ashry, direttore di REN21 (Renewable Energy and Policy Network for the 21st Century).

La crescita dell’intero settore delle energie rinnovabili è stato favorito dalle politiche di almeno 73 paesi (erano 66 a fine 2007) che puntano ad obiettivi specifici per i prossimi anni spinte dalle incertezze sulla futura sicurezza energetica e dai rischi legati ai cambiamenti climatici. Tra questi paesi un ruolo sempre più rilevante, a livello industriale e in fatto di realizzazione di impianti, lo stanno assumendo Cina e India; la prima ha addirittura raddoppiato nel 2008 la potenza eolica installata per il quinto anno consecutivo ed oggi ha una potenza eolica entro i propri confini di 12 GW, permettendole così di superare il target di settore (10 GW al 2010) con due anni di anticipo.
Se a fine 2008, spiega il documento REN21, la crisi iniziava a farsi sentire anche nel settore delle fonti rinnovabili, questo sembra aver resistito meglio di altri al “credit crunch”, tanto che i nuovi investimenti annuali possono valutarsi in circa 120 miliardi di dollari, con una crescita del 16% rispetto a quelli del 2007.

E’ interessante osservare alcuni dati sintetici pubblicati nel report che danno la misura della rilevanza del settore. Per restare sull’eolico, va ricordato che con gli attuali 121 GW installati (+29% rispetto al 2007), il comparto ha più che raddoppiato la sua potenza operativa in soli 3 anni (a fine 2005 c’erano nel mondo 59 GW eolici).
Il solare fotovoltaico connesso alla rete ha registrato un incremento del 70% in un anno ed è la tecnologia energetica che ha avuto la crescita più rapida. Oggi sono 13 i gigawatt FV in rete.
Il solare termico ha aumentato in un anno la sua potenza installata del 15% (attualmente 145 GWt), mentre biodiesel ed etanolo sono cresciute entrambe del 34%. Anche la geotermia a bassa entalpia, ormai diffusa in 76 paesi, è in una fase di grande espansione.
Il report conferma un dato che più volte abbiamo segnalato su queste pagine: la potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili nel 2008 è stata superiore a quella da fonti convenzionali sia nell’Unione Europea che negli Stati Uniti.

Come si diceva, le politiche e i conseguenti obiettivi nazionali stanno danno una spinta decisiva al settore e molti target sono stati definiti proprio nel corso dell’anno appena trascorso. Oltre alla decisione dell’UE di arrivare nel 2020 al 20% da rinnovabili sul totale dei consumi di energia, va ricordato che l’Australia ha deciso di produrre 45 TWh con rinnovabili entro il 2020; il Brasile ha provato a rivedere verso l’alto il suo obiettivo di energia primaria con le rinnovabili al 2030 (era del 46% nel 2007) e anche quello sulla produzione elettrica (era dell’87% nel 2007). L’India punta a realizzare 14 GW di potenza da rinnovabili entro il 2012 e il Giappone ha stabilito nuovi target per il fotovoltaico nazionale: 14 GW entro il 2020 e 53 GW entro il 2030.

Come ha detto il direttore di REN21, “sebbene il futuro sia incerto, in questo rapporto ci sono molti elementi che spingono verso l’ottimismo”.

19 maggio 2009