La fattura energetica dell’Italia nel 2008, cioè quanto il paese ha speso per approvvigionarsi nell’anno si stima in aumento di oltre 10 miliardi di euro rispetto al 2007, toccando i 56,7 miliardi di euro, quindi con un aumento del 21,7%. Sono i dati che ha fornito ieri il Preconsuntivo 2008 presentato dall’Unione Petrolifera (UP) (per scaricare le tabelle).
Secondo UP questo è il valore più alto in termini nominali e reali rispetto al picco del 1981 (55,7 miliardi di euro in valore 2008) e che corrisponde al 3,6% del Pil.

Anche in quest’ultimo caso si tratta del valore più elevato dell’ultimo ventennio, contro un valore medio dell’1,5% del Pil registrato degli anni ’90.
Il peso della fattura energetica sul Pil era del 6,3% nel 1981. Il fatto che il valore sia più alto, ma la quota sul Pil più bassa, dimostra la maggiore efficienza dei processi produttivi raggiunti e la minor incidenza del consumo energetico per prodotto. Il petrolio oggi pesa per il 55% dell’esborso complessivo, mentre il gas per il 37%, rispetto al 27% del 2000.

La fattura petrolifera nel 2008 dovrebbe attestarsi a 31,3 miliardi di euro, circa 4,8 miliardi in più rispetto all’anno precedente (+17,9%): Il suo peso sul Pil è arrivato al 2%, il più alto degli ultimi 22 anni.
Gli effetti del “caro greggio” nel 2008 sono stati contenuti sia dall’apprezzamento dell’euro che dalla diminuzione dei consumi (-3,5%)che insieme hanno portato un beneficio intorno ai 4,2 miliardi di euro, di cui 3 miliardi dall’effetto cambio e 1,2 dal calo dei consumi.

Cosa potrebbe accadere nel 2009? Adottando come ipotesi un ulteriore calo dei consumi petroliferi interni rispetto al 2008, attorno al 3%, con un greggio compreso tra i 45 e 55 dollari al barile e un cambio medio euro/dollaro fra 1,25 e 1,35, UP stima una fattura petrolifera nel 2009 che potrebbe variare tra un minimo di 16,7 miliardi di euro e un massimo di 22 miliardi, con un risparmio rispetto al 2008 compreso rispettivamente fra i 9,3 e i 14,6 miliardi di euro.
Tornando al complesso della fattura energetica del nostro paese. Il rafforzamento dell’euro rispetto ad una parità euro/dollaro, come nei primi anni del 2000, ha permesso un risparmio stimato in 6-7 miliardi di euro.
La fattura energetica nel 2009 potrebbe invece attestarsi sui 43 miliardi di euro, 13,7 miliardi in meno, determinati non solo dalla contrazione dei consumi, ma soprattutto dalla generalizzata diminuzione dei prezzi delle diverse fonti.

19 dicembre 2008