La Francia rinnovabile del 2020

  • 18 Novembre 2008

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Presentato il piano nazionale per le rinnovabili elettriche e termiche: 50 misure per raddoppiare l'energia da fonti pulite. Incentivi, regole più semplici e finanziamenti per raggiungere al 2020 la quota del 23% sulla domanda di energia primaria.

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Aspettando l’approvazione definitiva del pacchetto europeo sul clima (il presidente di turno dell’Ue Sarkozy vorrebbe che arrivasse entro fine anno), la Francia ha annunciato ieri il suo piano per raggiungere la quota di rinnovabili. Un piano deciso che ha per obiettivo al 2020 il raggiungimento di almeno il 23% del suo fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.

La Francia dovrà praticamente raddoppiare la sua produzione di energia da rinnovabili (al 2005 la quota sul totale era il 10,3%) e, si legge nel documento presentato, lo farà moltiplicando per 2 la potenza fornita da biomassa, sestuplicando l’energia da geotermia, moltiplicando all’incirca per 25 la potenza eolica e facendo crescere di circa 400 volte il solare.

Per raggiungere questi obiettivi il piano presentato dal Ministro dell’Ecologia, Jean-Louis Borloo, prevede 50 misure operative, che saranno ricomprese in varie proposte di legge. Ad esempio, verrà creato un fondo per il calore da rinnovabili: un miliardo di euro da spendere nel periodo 2009-2011 per incentivare biomasse, solare e geotermia per il riscaldamento degli edifici. In particolare, in merito al riscaldamento tramite geotermia, l’obiettivo è molto ambizioso: installare entro il 2020 due milioni di pompe di calore (al momento nel paese ce sono circa 300 mila).

Per quanto riguarda l’energia da biomasse il piano contiene l’annuncio di un nuovo bando, a dicembre, per la costruzione di centrali elettriche a biomassa per una potenza totale di 250 MW (300 MW di elettricità da biomassa sono già stati realizzati con un bando precedente). Per l’eolico oltre al mantenimento della tariffa incentivante in vigore dal 2006 (0,082 € in più a KWh) sono in arrivo la semplificazione nelle procedure autorizzative e nuove regole sulla pianificazione territoriale per minimizzare l’impatto sull’ambiente.

Tra le 50 misure previste, poi, oltre a un miliardo di euro alla ricerca sulle rinnovabili,  molte saranno quelle che agiranno sugli aspetti fiscali: il credito d’imposta per interventi che fornisca energia rinnovabile (acquisti di pannelli solari termici, realizzazione di pompe di calore, ecc.) sarà prorogato fino al 2012, mentre per la riqualificazione energetica degli edifici sono previsti sgravi fiscali e prestiti a tasso zero.

Le misure più rilevanti sono quelle prese per favorire il solare fotovoltaico, la cui potenza installata, come abbiamo anticipato, da qui al 2020 dovrà essere moltiplicata per 400. Il ministro ha annunciato bandi per la costruzione di almeno una grande centrale solare per ogni regione francese, da realizzarsi entro il 2011, per una potenza totale di 300 MW. Per i piccoli impianti, invece, meno ostacoli burocratici e tariffe incentivanti: inalterata la tariffa di base per gli impianti a terra (30 c€/kWh), che sale però per gli impianti integrati negli edifici a 45 c€/kWh per le grandi superfici (supermercati, capannoni industriali e agricoli, ecc.) e a 55 c€/kWh per gli edifici di piccole dimensioni (residenziale, artigianato, ecc.). Tutti i gli edifici dello Stato nuovi o ristrutturati, inoltre, dovranno essere dotati di sistemi solari.

Insomma, la Francia pare aver capito l’opportunità che gli obiettivi europei offrono e ha scelto di dare una spinta decisa alla crescita delle rinnovabili. Non è un caso che il documento citi uno studio dell’ADEME, l’agenzia francese per l’ambiente e l’energia, in cui si stima che nel 2012 quello delle rinnovabili in Francia sarà un mercato da 24 miliardi di euro che darà lavoro a 120mila persone.

GM
18 novembre 2008

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