Se vogliamo dimezzare le emissioni di CO2 il 50% dell’offerta di elettricità al 2050 dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. Lo dice uno studio dell’International Energy Agency (IEA) presentato oggi a Berlino dal direttore esecutivo Nobuo Tanaka (vedi executive summary in allegato).
Il rapporto, dal titolo “Deploying Renewables: Principles for Effective Policies” è una novità per l’organizzazione visto che raffigura, forse per la prima volta, la portata di una sfida che potrebbe essere accreditata come una vera rivoluzione energetica globale, con impegni politici e strategie che senza precedenti.

L’obiettivo che l’analisi prefigura è di trasformare urgentemente il nostro insostenibile presente energetico con soluzioni più pulite e che diano maggiore sicurezza per il futuro, ha detto Tanaka. Per fare questo serve anche rimuovere le ancora significative barriere che si frappongono ad una concreta espansione di questi settori. Per sfruttare l’enorme potenziale delle rinnovabili i governi – ha detto il direttore esecutivo – devono però fare di più e tenere sempre a mente i seguenti 5 principi chiave:

1. la rimozione delle barriere non economiche, quali gli ostacoli amministrativi, gli ostacoli all’accesso alla rete, la marginalità dei mercati dell’elettricità, la mancanza di informazione e formazione; fondamentale è anche affrontare l’accettazione sociale degli impianti (sindrome NIMBY, not in my back yard);

2. il bisogno di un prevedibile e trasparente quadro di sostegno per attrarre gli investimenti;

3. l’introduzione di incentivi di transizione, decrescenti nel tempo, per promuovere e monitorare l’innovazione tecnologica e indirizzare rapidamente le tecnologie verso la competitività di mercato;

4. lo sviluppo e la realizzazione di appropriati incentivi capaci di garantire uno specifico livello di sostegno a diverse tecnologie, basati sul loro grado di maturità così da sfruttare il potenziale di una ampio paniere di fonti rinnovabili nel corso del tempo;

5. la considerazione dell’impatto di una penetrazione su larga scala delle tecnologie rinnovabili all’interno del sistema energetico, specialmente nel mercato liberalizzato, e con riguardo all’efficienza dei costi generali e dell’affidabilità del sistema.

In questo lavoro la IEA ha realizzato per la prima volta un’analisi comparativa dei risultati delle diverse politiche di sostegno per le rinnovabili a livello internazionale. Sono stati valutati i mercati e le politiche di 35 paesi, tutti quelli di area OCSE e BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), nell’ambito della produzione di elettricità, calore e per il trasporto. Nel 2005 questi paesi rappresentavano su scala mondiale l’80% della produzione commerciale di energia elettrica da rinnovabili, il 77% dell’energia rinnovabile termica e per il raffrescamento (escluso l’uso tradizionale delle biomasse) e il 98% della produzione di carburanti per il trasporto da rinnovabili.

30 settembre 2008