La cogenerazione e la trigenerazione, ossia le tecnologie che permettono produrre nello stesso tempo elettricità e calore o elettricità, calore e freddo, rappresentano una grande risorsa per ridurre consumi ed emissioni. Tuttavia nel panorama delle tecnologie per l’efficienza energetica, queste soluzioni, che si conoscono da decenni, non attirano l’attenzione come altre più innovative ma non più efficaci. Ne parliamo con l’ingegner Riccardo Caliari, docente di corsi di formazione sull’argomento ed energy manager per una società di consulenza.

Ingegner Caliari, quale ruolo può assumere la cogenerazione sulla strada dell’aumento dell’efficienza energetica?
Sicuramente avrà un ruolo sempre più importante, grazie anche alle direttive europee che incentivano soprattutto la microcogenerazione, quindi la creazione di una rete o di un sistema di tanti piccoli generatori distribuiti. La normativa italiana facilita sicuramente l’installazione di microcogeneratori, soprattutto con il nuovo decreto sullo scambio sul posto fino a 200 kilowatt di potenza.

Quali sono i settori a cui la cogenerazione può dare di più?
La microcogenerazione, cioè quella fino a 50 kW in futuro avrà sicuramente un ruolo maggiore rispetto a quello che ha adesso. Personalemnte vedo grandissime prospettive in tutto quello che è il settore terziario, alberghiero, centri sportivi, ecc. Nel residenziale la cogenerazione è ancora poco diffusa, quindi i margini di miglioramento sono molto elevati. Nel settore industriale invece è già diffusa, anche se non a suufficienza: vedo che ci sono ancora tante  industrie che non fanno uso impianti di cogenerazione e che potrebbero farlo. Comunque direi che il settore con le potenzialità di crescita più alte è quello residenziale o terziario, semplicemente perché qui si parte quasi da zero.

Quali sono gli ostacoli alla diffusione della microcogenerazione nel nostro paese. E cosa  fare per incentivarla?
Sicuramente esistono ancora dei grossi vincoli nel settore residenziale per quanto riguarda la gestione dell’energia elettrica. Soprattutto nei condomini, non poter vendere energia elettrica tra i condomini, ma doverla cedere alla rete blocca sicuramente lo sviluppo e la diffisione della cogenerazione nel settore residenziale. Bisognerebbe prevedere la possibilità per le Esco (le Energy services company, ndr) di vendere energia elettrica alle singole utenze. Poi servirebbero da parte dei Comuni dei piani di urbanizzazione che obblighino i costruttori a considerare questa forma di produzione di energia. Ma altre due fattori sono da migliorare: la facilità di connessione in rete da parte del distributore locale di energia elettrica e la quota di defiscalizzazione del gas che andrebbe aumentata perché quella attuale non è adeguata al rendimento degli impianti di piccola taglia.

Quanto può far risparmiare la cogenerazione?
Diciamo indicativamente che il risparmio energetico di un’azienda che installa un impianto di cogenerazione è anche del 30% in termini di bolletta energetica.

GM

9 ottobre 2008