In Spagna gli incentivi al solare hanno funzionato fin troppo, facendo nascere uno tra i maggiori mercati mondiali del fotovoltaico. Quest’anno nel paese si sono superati di molto i 1000 MW installati, posti come obiettivo-tetto. Un ottimo risultato che però ha qualche effetto sul conto pubblico da pagare in sussidi. Da tempo dunque in Spagna si parla di ridurre gli aiuti a un mercato che sta dimostrando di potervi gradualmente rinunciare.

E il taglio dei sussidi, annunciato dal governo spagnolo per il mese a venire, potrebbe avere ricadute positive sul mercato del fotovoltaico italiano. L’Italia, infatti, scrive il quotidiano economico iberico Expansiòn, potrebbe diventare il prossimo grande mercato europeo del solare: la destinazione preferita delle industrie del fotovoltaico spagnole che vorranno delocalizzare.

Con gli incentivi ridotti e una quantità di installazioni finanziabile massima portata a 300 MW/anno, come da ultima proposta, il fotovoltaico spagnolo frenerà bruscamente e se l’altro grande paese del solare europeo, la Germania, sarà vittima di analoghe incertezze sul futuro dei sussidi (prevista una riduzione degli incentivi a partire dal 2009), la protagonista della crescita del solare potrebbe diventare dunque l’Italia.

Ernesto Macias, amministratore delegato di Isofoton, il più grande produttore di fotovoltaico in Spagna, nonché presidente della Photovoltaic Industry Assocation (EPIA), fortemente critico nei confronti della riduzione degli incentivi in Spagna, si è dichiarato convinto che il solare in l’Italia avrà un boom eclatante già dal prossimo anno e potrebbe raggiungere il tetto dei 1.200 MW installati per la fine del 2009. “La crescita nel 2009 avrà luogo in Italia, che raggiungerà nell’anno il tetto – ha dichiarato ai microfoni della Reuter – molta produzione verrà da lì e così satureremo l’Italia.”

Domani, nell’editoriale di Gianni Silvestrini, un’ipotesi di crescita del settore nel nostro paese da qui al 2010.

8 settembre 2008