I grandi dei chip si spostano al sole

  • 18 Giugno 2008

Sia IBM che Intel hanno annunciato questa settimana il loro ingresso nell'industria del fotovoltaico. Per gli analisti l'arrivo dei grandi dei semiconduttori può essere l'inizio di una nuova era per l'industria del solare.

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Il solare attira e anche i giganti dell’informatica si buttano nel campo. Dopo Applied Materials negli ultimi giorni anche due altri colossi, IBM e Intel, hanno annunciato il loro ingresso nel settore. È forse l’inizio di un trend che molti analisti si aspettavano – l’ingresso nel settore dei grandi produttori di semiconduttori – e che potrebbe segnare la fine dell’ “infanzia” dell’industria del fotovoltaico, che dopo 30 anni di perdite negli ultimi 4 ha cominciato a macinare utili attirando investitori. E tra gli analisti c’è già chi pronostica i nomi delle prossime aziende hi-tech che debutteranno nel solare: Samsung, LG Electronics e Advanced Micro Devices, sono tre nomi probabili, spiega a GreentechMedia Jed Dorsheimer della Canaccord Adams.

Da processori a moduli fotovoltaici, d’altra parte, sempre di silicio si tratta e le aziende che producono chip hanno un grande know-how da rivendere nel trattamento del materiale. IBM e Intel hanno però scelto strade diverse per avvicinarsi al solare e solo Intel continuerà ad aver a che fare con i wafer di silicio, mentre IBM ha optato per la tecnologia del film sottile, con grandi investimenti in ricerca.

Lo spin off creata da Intel si chiama SpectraWatt, un affare da 50 milioni di dollari che ha attirato anche altri: il ramo di investimenti energetici di Goldman & Sachs, il fondo verde PCG Clean Energy and Technology Fund e Solon, società già attiva nel settore. Le celle fotovoltaiche dello spin-off Intel – prodotti in uno stabilimento da 60 MW annui di capacità in Oregon – saranno sul mercato verso la metà del 2009. Intel dunque resterà sul fotovoltaico cristallino e per ora non cercherà l’integrazione verticale, limitandosi a produrre le celle e non il silicio. Il silicio cristallino – spiega l’amministatore delegato della nuova società a Cnet.com – garantisce la maggiore efficienza ed è il mercato più vasto e appetibile, mentre il segmento della produzione dai wafer alle celle è quello che permette maggiori guadagni e in cui Intel può rivendere il suo know-how.

IBM punta invece su di un processo sviluppato dalla propria divisione ricerca e sviluppo nel campo del film sottile a base di rame, indio, gallio e selenide (CIGS), più versatile e meno costoso dei pannelli a base di silicio. L’obiettivo è incrementare l’efficienza del film dall’attuale 6-12% fino al 15%; a collaborare a fianco del colosso informatico nel fotovoltaico la giapponese Tokyo Ohka Kogyo.

I piccoli che già sono nell’industria fotovoltaica intanto guardano con leggera apprensione l’ingresso dei giganti dell’high tech. Anche se alcuni analisti rassicurano le industrie del FV della prima ora, affermando che anche i marchi prestigiosi dovranno confrontarsi con le loro stesse difficoltà, altri invitano a stare all’erta e fanno notare le grandi capacità di investimento e i grossi reparti di ricerca e sviluppo a disposizione dei nuovi arrivati. Si pensi che Intel, che già da tre anni sta lavorando alla tecnologia – non ancora resa nota – che sarà applicata da SpectraWatt, parla già di voler dimezzare il costo delle celle fotovoltaiche. L’arrivo dei giganti dell’informatica – si dice tra gli esperti del settore – segna l’inizio dell’epoca del solare su grande scala. Pare dunque che nei prossimi tempi ci sarà ancora più movimento nell’industria fotovoltaica.

GM

18 giugno 2008
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