Se il silicio sazia il mercato

  • 4 Giugno 2008

La carenza di polysilicon  che ha afflitto l'industria del fotovoltaico sembra ormai superata. Per gli analisti il problema che il settore dovrà affrontare sarà quello opposto: un eccesso di produzione di silicio che farà scendere i prezzi rosicchiando gli utili.

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Negli anni scorsi è stata la carenza di polysilicon (silicio policristallino) a condizionare pesantemente il mercato del solare fotovoltaico: l’offerta non riusciva a soddisfare la domanda crescente, con il risultato di un aumento dei prezzi. Ma quello che nel settore è stato definito il “collo di bottiglia” del silicio pare essere definitivamente superato. Secondo molti analisti l’industria del fotovoltaico si troverà nei prossimi anni ad affrontare, invece, il problema opposto: un eccesso di produzione del materiale rispetto alla domanda, l’oversupply.

Sono oltre un centinaio nel mondo, infatti, le fabbriche di polyisilicon che nei prossimi due anni inizieranno a produrre (tra cui tre italiane, come annunciato al Solarexpo), il silicio immesso sul mercato dunque sarà molto più di quel che si era previsto. Da qui al 2012, secondo i dati presentati la settimana scorsa dall’ente di ricerca americano Prometheus Institute, la produzione quadruplicherà: si passerà dalle poco più di 30mila tonnellate del 2007 a oltre 120mila.

La capacità produttiva dell’industria fotovoltaica, secondo l’istituto, passerà dai 3,14 GW del 2007 a 12,36 nel 2010. Il problema per l’industria del fotovoltaico, come anticipato, è che la domanda – secondo le previsioni – non crescerà tanto quanto l’offerta: nel 2010 la produzione sarà dell’83% superiore alla richiesta. E i prezzi logicamente scenderanno di conseguenza.

I margini di guadagno, con i prezzi dei moduli più bassi e una domanda che aumenta meno, si ridurranno, mietendo vittime tra le industrie del settore e c’è già chi parla di bolla del fotovoltaico. A uscire vincenti dalla situazione che si creerà nei prossimi anni, spiegano gli analisti, saranno le aziende con costi di produzione più bassi, specialmente quelle che hanno investito su tecnologie che abbassano il costo per Watt installato, come i film sottili.

“Prevediamo che l’offerta di moduli solari superi la domanda nel 2009, portando a un calo dei prezzi e a ristrutturazioni delle aziende non preparate – soprattutto quelli che operano nel silicio policristallino e non hanno investito sulle nuove tecnologie del film sottile” spiegano dall’istituto di ricerca Lux Research che poco tempo fa ha fatto uscire il report “Solar State of the Market Q1 2008: The End of the Beginning”.

“Entro il 2010, – spiega Michael Lo Cascio, analista della Lux Research, riassumendo la situazione – il fotovoltaico con silicio cristallino sarà libero dalla carenza di polysilicon – ma sarà immediatamente colpito da un “uno-due”: la domanda che cresce meno e l’incremento della competitività delle nuove tecnologie, in particolare il fotovoltaico a film sottile inorganico e il solare termico.” Il risultato?: “Gli utili derivati dal fotovoltaico cristallino dal 2010 inizieranno a ridursi di anno in anno per la prima volta nella storia – raffreddando gli entusiasmi degli investitori”.

Per i consumatori, invece, quello che per l’industria sarà un problema sarà un vantaggio: secondo il Prometheus Institute un modulo nel 2010 costerà in media il 42,8% in meno rispetto al 2007; i prezzi dei moduli “tradizionali” al silicio passeranno dai 3,66 dollari per Watt a 2,14, mentre i moduli fotovoltaici a film sottile da 2,96 dollari per Watt caleranno nei prossimi tre anni fino a 1,81.

 
Se l’analisi può essere verosimile, qualche dubbio nasce sui tempi, così ravvicinati, di questa inversione di rotta.
 
 
4 giugno 2008
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