La Regione Molise contro l’eolico

  • 10 Aprile 2008

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L'Aper denuncia che due prossimi provvedimenti della Regione Molise di fatto ostacoleranno lo sviluppo delle installazioni eoliche. Il caso molisano rimette in discussione il ruolo dello Stato e delle Regioni per l'obiettivo delle rinnovabili al 2020.

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Abbiamo già battezzato il 2008 come l’anno delle Regioni perché saranno queste istituzioni a sostenere l’impegno dell’Italia, come paese, al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto e più in avanti per quello, al 2020, di coprire il 17% della domanda di energia primaria con le fonti rinnovabili. Anche la Finanziaria 2008 prevede che entro 90 giorni dalla sua approvazione vengano definiti target regionali sulla produzione da rinnovabili e che nei successivi 90 giorni le Regioni adeguino i propri piani energetici ambientali.

Tra le tecnologie che nel breve-medio periodo, e l’orizzonte temporale del 2020 può definirsi tale, avranno un ruolo più rilevante c’è sicuramente quella eolica. In Italia però molte istituzioni locali hanno dimostrato forti riserve verso questa fonte e spesso l’approccio si è palesato come prettamente ideologico e per nulla basato su considerazioni tecnico-scientifico.
Un vero e proprio boicottaggio dell’eolico è quello che sta prendendo forma nella Regione Molise. Lo mette in risalto l’APER (Associazione Produttori Energia Rinnovabili) con una forte critica alle istituzioni regionali molisane tacciate di ostacolare a livello legislativo l’energia dal vento.

L’APER in una lettera aperta fa sapere che il Consiglio regionale del Molise, che pubblicamente promuove di sé un’immagine pro-rinnovabili, in realtà sta per approvare due provvedimenti che di fatto contrasterebbero “illegittimamente” lo sviluppo dell’eolico nella regione e l’impegno già preso di realizzare 1.000 MW di nuovi impianti eolici.

Secondo APER i due provvedimenti sarebbero “antistorici e distorti” e potrebbero paralizzare il settore. Vengono, infatti, indicate soglie massime consentite e non obiettivi minimi da perseguire, così come dovrebbe essere in base a tutte le direttive europee. Inoltre, con il pretesto dell’introduzione di zone di rispetto, si procede ad estendere aree già oggetto di limitazioni. Questi ulteriori vincoli su gran parte del territorio molisano sono per Aper tecnicamente errate e non sono motivate ai fini della tutela del paesaggio, violando così il principio generale di proporzionalità.

Per quanto riguarda gli impianti eolici off-shore, la Regione sembra invadere la sfera di competenza dello Stato, visto che il rilascio dell’autorizzazione unica necessaria alla realizzazione e all’esercizio degli impianti spetta al Ministero dei Trasporti. La Regione Molise vieterebbe così la costruzione di parchi eolici off-shore, arrivando a considerare l’intero territorio marino come una zona protetta.

“Il caso molisano – dice la nota dell’APER – dimostra che, senza un attento coordinamento e controllo da parte dello Stato della delega conferita alle Regioni in materia di energia, l’Italia non raggiungerà mai gli obiettivi comunitari”.
Servirà, dunque, che il prossimo governo e parlamento nazionali esercitino pieni poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni inadempienti e segnalino la responsabilità e il loro boicottaggio degli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili al 2020 che il nostro paese si è impegnato a raggiungere.

LB

10 aprile 2008

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