Il dibattito sul nucleare va affrontato in maniera razionale, analizzando tutte le implicazioni connesse con il rilancio di questa filiera tecnologica. Esaminiamo intanto cosa sta succedendo oggi nel mondo.
Se consideriamo l’incremento annuale di potenza degli impianti eolici, solari e nucleari constatiamo come negli ultimi anni la potenza nucleare si sia sostanzialmente stabilizzata, mentre le rinnovabili presentano tassi di crescita elevatissimi.
Considerando le tendenze dei prossimi anni si evidenzia come, in valori assoluti, vento e sole supereranno la nuova potenza nucleare installata (vedi grafico). Questo calcolo, tra l’altro, non prende in considerazione la potenza nucleare obsoleta progressivamente abbandonata.

Grafico-potenza eolico/FV vs Nucleare
I dati fino al 2007 sono valori storici, quelli dopo il 2007 derivano da valutazioni sulle centrali nucleari in corso di costruzione e sulle previsioni di crescita del mercato eolico e solare.

Naturalmente a parità di potenza, l’elettricità generata varia molto per le tecnologie considerate. Malgrado ciò, emergono dati interessanti. Analizzando la produzione nel periodo 2008-12, il nuovo eolico dovrebbe infatti generare una quantità di elettricità pari a due volte e mezzo quella del nuovo nucleare, mentre l’elettricità del fotovoltaico dovrebbe raggiungere un quarto di quella prodotta dalle nuove centrali atomiche.
Considerando poi che nel 2008 e nel 2009 è prevista la chiusura di 11 centrali nucleari per una potenza di 7.229 MW (i dati per gli anni successivi non sono ancora disponibili), il contributo del fotovoltaico potrebbe sfiorare nel quinquennio di Kyoto (2008-12) una quota pari al 40% del contributo netto nucleare. Conteggiando anche il solare termodinamico il valore della produzione solare risulterà anche maggiore.
Più in generale, nel periodo 2008-12 la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica, e quindi il contributo alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti di queste tecnologie verdi, dovrebbe essere almeno 4 volte superiore rispetto al contributo netto del nucleare (considerando cioè anche le chiusure di vecchie centrali).

Gianni Silvestrini
(da Editoriale  KyotoClubNews, n. 3/2008)

10 aprile 2008