In base all’ultimo rapporto dell’Agenzia per la Valutazione Ambientale olandese (MNP), affinché l’Unione Europea possa conseguire l’obiettivo di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra del 20% entro il 2020, si dovrebbe triplicare l’incisività delle proprie politica ambientale. Per la CO2 l’impatto delle politiche deve aumentare invece di un fattore di quasi cinque. Questa differenza è dovuta al fatto che la riduzione dei gas serra non-CO2 avranno un più piccola quota nella riduzione delle emissioni future rispetto al periodo 1990-2005.
Lo studio olandese prende in considerazione gli effetti dell’azione europea di lotta al cambiamento climatico degli ultimi 15 anni e individua la necessità di un nuovo slancio per conseguire gli obiettivi al 2020.

Il rapporto di MNP (EU 2020 climate target: 20% reduction requires five-fold increase in impact of CO2 policies) rappresenta una sorta di “mid-term review” della politica climatica europea tra il 1990 e il 2020. L’analisi si basa sui dati del 2005, il primo anno per il quale dati accurati e completi sulle emissioni dei principali settori economici sono disponibili per tutti i paesi europei (UE27).

In assenza di politiche ambientali dal 1990 al 2005 le emissioni europee dei sei principali gas ad effetto serra sarebbero aumentate del 7%. Questa riduzione ammonta a quasi 380 Mt CO2eq ed è appunto ottenuta grazie alle politiche ambientali europee. Per il periodo 2000-2020, MNP ha calcolato che sarebbe necessario uno sforzo addizionale delle politiche pari a 1.100 Mt CO2eq.
Va aggiunto che, al 2005, le emissioni di ossido di azoto e di idrofluorocarburi sono diminuite rispettivamente di più della metà e dell’86%.

LM

5 marzo 2008