Boom di frigoriferi efficienti

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Nel 2007 stati venduti in Italia quasi mezzo milione di frigoriferi di classe A+. Intanto anche per le Regioni si stanno definendo gli obiettivi minimi di risparmio energetico per raggiungere gli obiettivi europei. L'editoriale di Gianni Silvestrini.

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Risultato superiore alle aspettative dell’incentivo (detrazioni fiscali fino a 200 €) per i frigoriferi superefficienti previsto dalla legge Finanziaria.
Nel 2007 si è infatti registrato un deciso spostamento degli 1,72 milioni di frigoriferi venduti verso la fascia a basso consumo. In particolare, sono stati acquistati ben 490.000 frigoriferi di classe A+, pari al 28% del totale delle vendite. Un incremento del 172% rispetto al 2006 quando questi modelli coprivano solo l’11% del mercato. Un vantaggio per le tasche dei cittadini, per le imprese produttrici, per il paese e per l’ambiente.

Il cambiamento del mercato registrato nel 2007 comporterà, infatti, risparmi elettrici nel corso della vita dei frigoriferi pari a mezzo miliardo di kWh e una minore emissione di 250.000 tonnellate di anidride carbonica. Un bell’esempio di norma virtuosa in grado di sollecitare comportamenti ecosostenibili e di favorire continui miglioramenti tecnologici.

Ma già si affaccia un nuovo strumento di politica sull’efficienza energetica. La scorsa settimana è stato infatti approvato dal Consiglio dei Ministri in prima lettura il decreto di recepimento della direttiva 2006/32/CE concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici.
Tra le diverse proposte, di particolare rilevanza la norma che prevede che entro 180 giorni venga stabilita la ripartizione fra le Regioni degli obiettivi minimi di risparmio energetico necessari per raggiungere gli obiettivi di risparmio al 2016 e al 2020 previsti in sede europea.
Si tratta di un segnale forte che rafforza quello approvato dall’ultima legge Finanziaria volto a identificare una ripartizione degli obiettivi di energia verde su base regionale.

Emerge cioè sempre più chiaramente un processo di responsabilizzazione delle Regioni a fronte di impegni sempre più ambiziosi che il nostro paese deve soddisfare sul fronte delle fonti rinnovabili, del risparmio di energia e di riduzione delle emissioni di gas climalteranti.
D’ora in poi i Piani energetico-ambientali delle Regioni (che ovviamente andranno rivisti alla luce dei nuovi obbiettivi) dovranno divenire strumenti molto più mirati ai risultati reali da raggiungere. Le sanzioni sono infatti dietro l’angolo. E così pure ci saranno riconoscimenti e vantaggi economici per le istituzioni che sapranno attivarsi in maniera virtuosa cogliendo le opportunità che il nuovo quadro offre (quante Regioni stanno ad esempio utilizzando in maniera virtuosa il meccanismo dei certificati bianchi?).
Insomma, al di là del quadro nazionale in movimento, si apre una fase molto interessante con un deciso innalzamento delle scelte energetiche tra le priorità politiche delle istituzioni decentrate.

 

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