Gordon Brown e i sacchetti di plastica

  • 3 Marzo 2008

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Il primo ministro britannico dichiara di voler eliminare gli shopper in nylon, ma un'inchiesta del Guardian mostra come anche il governo ne comperi e regali molti per le sue campagne istituzionali.

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Mille anni, tanto ci vuole all’ambiente per digerire ognuno dei miliardi di sacchetti di nylon che ogni giorno escono dai negozi. Un problema cui da tempo si cerca una soluzione e che in questi giorni tiene banco sui giornali del Regno Unito: da una parte le dichiarazioni del primo ministro Gordon Brown, che si impegna a varare regole che riducano drasticamente l’uso delle borse di plastica, dall’altra un’inchiesta del Guardian che rileva come nello scorso anno sia stato proprio il governo a distribuire un milione di sacchetti non biodegradabili come gadget di varie iniziative istituzionali

Nel paese, stima il Ministero dell’ambiente britannico, sono 13 miliardi le borse di nylon messe in circolazione ogni anno: ogni famiglia inglese ne usa 800 che finiscono nella spazzatura in media dopo 20 minuti. La campagna dei media contro l’uso indiscriminato dei sacchetti di plastica era partita in Gran Bretagna già nell’aprile scorso quando una camerawoman, della BBC, Rebecca Hosking, aveva attirato l’attenzione sul problema. Da allora molti organi di informazione inglesi se ne sono occupati e già nello scorso novembre Gordon Brown aveva parlato di mettere fuori commercio gli shoppers non biodegradabili.

L’ultima uscita del primo ministro sul tema risale a giovedì 28 febbraio, quando, in un editoriale sul Daily Mail, giornale in prima linea nella campagna contro gli shopper in plastica, Brown ha annunciato che entro i prossimi 12 mesi i supermercati non potranno più distribuire gratuitamente le borsette di nylon. Finora in Gran Bretagna la possibilità di far pagare i sacchetti era lasciata alla volontarietà dei distributori, che avevano sottoscritto l’anno scorso un accordo con l’obiettivo di ridurre del 25% il numero degli shopper in circolazione, obiettivo mancato dato che un anno dopo il calo registrato è solo del 7,4%.
Il premier, ha affermato, che per prendere provvedimenti si ispirerà alle esperienze degli altri paesi. Nella vicina Irlanda, ad esempio, da luglio dell’anno scorso le borse di plastica costano al consumatore ben 22 eurocent (in Italia 5 cent) e lì i consumi di sacchetti di nylon si sarebbero ridotti del 90%.

Subito dopo l’intervento del primo ministro contro gli shopper a riscaldare il dibattito le cifre fornite sabato 29 dal Guardian: proprio il governo avrebbe comperato e regalato nel 2007 poco meno di un milione di borsette di plastica come gadget di varie campagne istituzionali. Per i conservatori all’opposizione sarebbero state spese negli ultimi due anni oltre 90 mila sterline di soldi pubblici per comperare gli stessi sacchetti di plastica che Brown dice di voler eliminare dai negozi inglesi. Immediata la replica del Central Office of Information, l’agenzia governativa che si occupa della comunicazione e, dunque, delle campagne informative, che ammette di aver comperato gli shoppers ma che dichiara che una volta smaltiti quelli ordinati non ne saranno più usati.

GM

3 marzo 2008

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