Dardesheim, nell’ex Germania est (Sassonia-Anhalt) è un piccolo comune con meno di 1000 anime che sta lavorando per diventare una cittadina al 100% ad energie rinnovabili, in particolare usando solare, eolico e biomassa. Una comunità “fossil and nuclear free”, potremmo dire. La popolazione è unita in questo sforzo, lo fa con passione e si tiene aggiornata sui progressi raggiunti attraverso una newsletter mensile (Dardesheimer Windletter), oltre che grazie a un centro informazioni sulle energie rinnovabili. Già con le quattro prime turbine eoliche installate nel 1993 l’opposizione dei cittadini era pressoché nulla, anzi sosteneva apertamente l’iniziativa.

Nel 2006 nell’area è stato sviluppato un progetto eolico da 62 MW con 28 macchine Enercon E70 e una E112 che da sola, con una potenza di quasi 6 MW (un gigante alto al mozzo 124 metri e con un diametro di 114 del rotore), può generare dai 12 ai 15 milioni di kWh all’anno, sufficienti per soddisfare il fabbisogno elettrico di 4000 famiglie della regione. Insieme le 29 turbine eoliche possono produrre 120-130 milioni di kWh/anno, pari alla domanda di quasi 80.000 residenti.

A Dardesheim sono stati installati anche 9 impianti fotovoltaici per un totale di 380 kWp e una produzione di 250.000 kWh all’anno, pari al 33% della domanda elettrica delle famiglie della cittadina.
Sembra che gli investimenti nel progetto eolico siano diventati anche un buon motore di sviluppo per l’intera regione. Infatti, sono rimasti all’interno dell’area, creando posti di lavoro locali: la fabbrica di Enercon, nei pressi di Magdeburgo, impiega 3000 addetti ed è diventata l’industria con più occupati dello Stato della Sassonia-Anhalt.
Ai cittadini di Dardesheim arrivano anche le royalties per l’affitto dei terreni agli impianti eolici, che sono pari al 3-5% dei redditi derivanti dalla produzione eolica. Parte di questi introiti sono assegnati anche ai proprietari dei territori e ai villaggi confinanti.

Altri progetti rinnovabili a Dardesheim sono una centrale termica alimentata a biomasse che serve il villaggio, l’utilizzo da parte dei contadini della colza per produrre olio vegetale come carburante per i trasporti e le macchine agricole e, a breve, inoltre, verrà attivata una stazione di rifornimento per veicoli elettrici.
Questo è il percorso virtuoso di un piccolo comune che ha deciso di vivere senza fonti fossili e nucleare e, a quanto pare, i cittadini sembrano orgogliosi di fare la loro parte per la lotta contro i cambiamenti climatici e per costruire un ottimo esempio di nuovo modello energetico.

LB

29 febbraio 2008