Con l’iniziativa di sensibilizzazione lanciata dal programma Radio Rai Caterpillar “M’illumino di meno” alle 18 di venerdì 15 febbraio la domanda sulla rete elettrica è calata, secondo Terna, di 400 MW, equivalente al consumo di circa 30 milioni di lampade compatte fluorescenti. Risultato interessante, anche in considerazione del fatto che la riduzione è stata del 25% più alta rispetto alla stessa iniziativa del 2007. In termini assoluti si è trattato di un calo dell’1% della potenza richiesta alla rete. Dunque un gesto simbolico di una minoranza, importante però per richiamare l’attenzione sulla problematica energetica e sulla possibilità di incidere da parte di ciascun cittadino.

La fine dell’energia a basso prezzo e la necessità di ridurre le emissioni dei gas climalteranti, stanno in effetti ridando slancio a questi temi. “Fare di più con meno” titola il Libro verde sull’efficienza energetica diffuso nel 2005 dalla Commissione Europea. Questa è la sfida che dovrà vedere impegnate intelligenze, competenze, capitali nei prossimi anni.
In realtà, c’è chi contesta l’attenzione eccessiva data al miglioramento dell’efficienza, senza che venga rimesso in discussione l’ammontare complessivo dell’energia utilizzata. Si potranno anche produrre autoveicoli estremamente efficienti, ma senza una riflessione più complessiva sul governo della mobilità, le troveremmo intrappolate in un gigantesco ingorgo. Come ricordava l’economista Herman Daly, si può anche sistemare in maniera ottimale il carico di una nave, ma se il peso è eccessivo questa affonderà in maniera ottimale…

Detto questo, i margini di intervento sono impressionanti. Analizzando l’evoluzione delle vendite di frigoriferi negli Stati Uniti negli ultimi 30 anni si può notare come, grazie all’introduzione di limiti sempre più stringenti, i modelli attuali consumano poco più di un quarto e costano la metà rispetto ai modelli del 1975.
Va, infine, sottolineata la grande efficacia di una politica incisiva in grado di mantenere il suo indirizzo nel tempo aldilà degli schieramenti politici. E’ questo il caso della California dove, grazie ad una politica attenta, il livello dei consumi elettrici pro capite nell’ultimo trentennio non è cresciuto mentre nel resto degli Usa questo indice aumentava del 50%. Una quota significativa del differente profilo dei consumi è proprio ascrivibile alle strategie sull’efficienza energetica adottate nel settore degli edifici, degli elettrodomestici… E non parliamo di piccoli numeri. Se il consumo unitario avesse seguito la crescita media nazionale, la California avrebbe avuto bisogno di 24 centrali di media potenza (500 MW) in più.