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Bali tra speranze e timori

  • 18 Dicembre 2007

Come seguire la Conferenza delle Parti (COP 13) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) che si terrà a Bali dal 3 al 14 dicembre. Il documento "Uniting on climate 2007, una guida su Kyoto.

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Questa e la prossima sono le settimane di Bali, la città indonesiana dove si terrà la XIIIa Conferenza delle Parti (COP 13) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e la IIIa Conferenza delle Parti che serve come incontro delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP 3).

Gli obiettivi della Conferenza – Con la Conferenza di Bali va messo in moto un processo che conduca a fare passi avanti nella lotta contro i cambiamenti climatici, individuando una sorta di tabella di marcia per un nuovo accordo internazionale post-2012. Per evitare un gap temporale tra il termine del primo periodo del Protocollo di Kyoto e un successivo accordo, è necessario che le negoziazioni vengano completate nel 2009, per lasciare poi ai Governi nazionali il tempo necessario per la ratifica (entro il 2012).

Gli aspetti da affrontare – A Bali bisognerebbe concordare non solo la tempistica, ma anche l’agenda. Le Parti dovrebbero concordare le aree principali che il nuovo accordo dovrà coprire, come la mitigazione (inclusa la deforestazione evitata), ma anche l’adattamento e gli aspetti tecnologici e finanziari.
I paesi industrializzati dovranno svolgere un ruolo di leader nella riduzione delle emissioni di gas serra, in base al principio della “responsabilità comune ma differenziata”. Ai paesi in via di sviluppo bisognerebbe erogare incentivi per applicare tecnologie pulite e aiutarli a minimizzare i costi delle emissioni da deforestazione. Adattamento e mitigazione devono andare di pari passo nella risposta ai cambiamenti climatici.

I fattori di successo – Si potrà affermare che la Conferenza Bali avrà avuto successo se deciderà di avviare le negoziazioni su un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici post-2012, se concorderà un’agenda per le negoziazioni, e se stabilirà una scadenza per il completamento delle negoziazioni stesse. Non ottenere questo rappresenterebbe un fallimento.

Il segretario esecutivo dell’ UNFCCC, Yvo de Boer, nella conferenza stampa che ha preceduto l’evento di Bali, ha tenuto a precisare che le catastrofiche proiezioni sui cambiamenti climatici presenti nel recente rapporto dell’IPCC (vedi articolo “Il tempo dei dubbi è finito“) possono essere affrontate in gran parte con soluzioni che oggi sono conosciute e disponibili. Ciò che ancora manca e che va cercata – ha detto De Boer – è la volontà politica. “La grande questione per me è: Ministri, qual è la vostra risposta politica a quello che la comunità scientifica vi sta dicendo molto chiaramente?”.

I segnali importanti di una nuova presa di coscienza in questo 2007 non sono tuttavia mancati: dagli Stati Uniti che hanno compreso come i cambiamenti climatici richiedano una risposta globale all’impegno dell’Unione Europea di ridurre le emissioni di almeno il 20% entro il 2020, dalla richiesta da parte dei leader dei G8 di un cambio di passo nella lotta ai riscaldamento del pianeta lo scorso settembre a New York per finire all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’IPCC e ad Al Gore. Di oggi la notizia che anche l’aAustralia ratificherà il Protocollo di Kyoto.

Per approfondire la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e sul Protocollo di Kyoto, segnaliamo la recentissima pubblicazione “Uniting on climate 2007 – a guide to the Climate Change Convention and the Kyoto Protocol” (vedi allegato). Una guida che fornisce, in 44 pagine, una panoramica dell’evoluzione della Convenzione e del Protocollo ed elenca gli impegni che ciascun paeso hanno finora preso. Il documento guarda al post-Kyoto e ne individua gli ostacoli e le regole internazionali che potrebbero essere necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi per i decenni a venire.

Intanto, alla vigilia della Conferenza di Bali, un chiaro messaggio arriva dal Gruppo di Alto Livello sulla Competitività, l’Energia e l’Ambiente il cui lavoro biennale è culminato nella Conferenza dal titolo “Towards a global low carbon economy del 27 novembre: “Senza il pieno coinvolgimento delle imprese e dell’industria non vi è soluzione per una economia globale a basso contenuto di carbonio”.
Il Gruppo, che costituisce un modello per la progettazione e l’integrazione degli aspetti politici europei nell’area della competitività, dell’energia e dell’ambiente, ha svolto la propria attività attraverso la consultazione dei maggiori portatori di interesse ed ha preparato una serie di raccomandazioni per la Conferenza UNFCCC.

Chi volesse seguire in diretta la conferenza di Bali o scaricare l’archivio dei video dell’evento può farlo collegandosi al sito dell’UNFCCC.

LB

3 dicembre 2007

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