Piano emissioni in consultazione

  • 12 Dicembre 2007

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Lo schema di decisione per il piano nazionale di allocazione delle emissioni di CO2 è in consultazione sul sito del Ministero dell'Ambiente. Previsto un tetto annuo di emissioni di CO2 di 201,57 Mton di CO2

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Lo schema di decisione per il piano nazionale di allocazione delle emissioni di CO2 per le industrie (detto PNA2), rivisto secondo la decisione della Commissione Europea, è in consultazione sul sito del Ministero dell’Ambiente (clicca qui). Nelcorso delle prossime due settimane saranno raccolte le osservazioni di tutti gli interessati. Successivamente i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico formalizzeranno il PNA in un decreto interministeriale che verrà trasmesso a Bruxelles.
Il nuovo piano prevede un tetto annuo di emissioni di CO2 di 201,57 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. E’ stato effettuato un taglio delle emissioni, come indicato dalla Commissione, di 13,64 milioni di tonnellate di CO2 equivalente rispetto alla versione precedente del Piano sul quale a maggio l’Europa aveva chiesto un ulteriore sforzo (vedi articolo Qualenergia.it).

Nel Piano si è rispettato il tetto di 195 milioni di tonnellate di CO2 annue a cui sono state aggiunte – come richiesto dalla commissione – le quote (6,21 milioni tonnellate) dei nuovi settori assoggettati alla direttiva Emission Trading (cracking, nero fumo, ecc.).
Per quanto riguarda i tagli va segnalata la riduzione della quota per i “nuovi entranti” scesa nel complesso di 2,61 Mton/a, da 18,26 a 15,65 Mton CO2/a.
Le assegnazioni per gli impianti termoelettrici esistenti scendono di 9,5 Mton CO2/anno con una ripartizione del taglio fatta sulla base di benchmark differenziati. Sono esclusi dalla riduzione gli impianti Cip6, cogenerativi e di teleriscaldamento. Si riducono di 1 Mton CO2/a le assegnazioni per il comparto raffinazione e di 1,72 Mton quelle per il settore acciaio, ma solo per gli impianti di produzione di energia elettrica asserviti alle acciaierie e alimentati da gas siderurgici.
Rispetto al piano per il periodo 2005-2007, varato dal precedente Governo, quello pubblicato oggi e relativo al periodo 2008-2012, in cui diventa efficace il Protocollo di Kyoto, porta il tetto di emissioni da 223,11 milioni di tonnellate di CO2 a 201,57.

Il Pna non prevede l’assegnazione di quote a titolo oneroso. Resta il limite del ricorso ai meccanismi flessibili per una quota non superiore al 15% del tetto assegnato, anche se il Comitato ETS in una successiva deliberazione, da porre sempre in consultazione, stabilirà percentuali differenziate per i singoli settori.

Nel Piano, spiega la nota del Ministero dell’Ambiente, non è prevista l’assegnazione delle quote a titolo oneroso al fine di salvaguardare la competitività delle aziende. A tutti i settori industriali è stato chiesto un particolare sforzo per consentire al Paese di rispettare gli obiettivi europei e di Kyoto e, in questa ottica, il taglio operato si è maggiormente concentrato sui settori e sulle fonti ad alte emissioni di anidride carbonica
Intanto nelle scorse settimane era stata avviata anche la revisione della delibera Cipe 123/2002 (Linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni gas serra) che consentirà interventi strategici su settori quali trasporti, agricoltura, efficienza energetica ed edifici.

12 dicembre 2007

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