Europa in corsa per Kyoto

  • 30 Novembre 2007

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L'Unione Europea può raggiungere il target del -8% di emissioni rispetto al 1990 e anche superarlo ampiamente entro il 2010,  ma servono politiche decise e  tempestive

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L’Unione Europea si sta avvicinando ai propri obiettivi nell’ambito del Protocollo di Kyoto, ma, secondo le proiezioni, sono necessari rapidamente ulteriori sforzi e iniziative tempestive per assicurare il successo. Sono queste le conclusioni della Commissione nella propria Relazione annuale sui progressi realizzati verso il conseguimento degli obiettivi di Kyoto.
La relazione analizza sia i dati storici sulle emissioni fino al 2005, sia le proiezioni delle emissioni al 2010 (vedi tabella allegata).
Le più recenti proiezioni degli Stati Membri indicano che le iniziative già intraprese, insieme all’acquisto dei crediti di emissione da Paesi terzi e alle attività relative alle foreste che assorbono carbonio dall’atmosfera, ridurranno le emissioni dell’UE-15 del 7,4% nel 2010 rispetto ai valori dell’anno base (1990 per la maggior parte degli Stati Membri e dei gas serra), un valore abbastanza vicino all’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra dell’8% rispetto all’anno base nel primo periodo del Protocollo di Kyoto (2008-1012). I nuovi Stati Membri non rientrano nell’obbiettivo dell’8%, ma in genere hanno obiettivi individuali di riduzione del 6 o 8%. Solo Cipro e Malta non hanno nessun obiettivo.

Nel 2005, l’ultimo anno di cui vi sono dati completi disponibili, le emissioni dell’UE-15 erano sotto l’anno base del 2%. Questo dato è in controtendenza rispetto ad una crescita economica superiore al 35% nello stesso periodo. Per l’UE-25, al 2005 le emissioni sono diminuite dell’11% rispetto all’anno di riferimento.
Le ultime proiezioni degli Stati membri mostrano che le politiche e misure esistenti (cioè quelle già in atto) dovrebbero permettere di abbattere le emissioni dell’UE-15 del 4% entro il 2010, cioè l’anno intermedio nel periodo 2008-2012.
Dieci Stati membri dell’UE-15 intendono acquistare crediti derivanti da progetti di abbattimento delle emissioni realizzati in paesi terzi, come prevedono i meccanismi basati su progetti del protocollo di Kyoto; queste iniziative dovrebbero far diminuire le emissioni di un altro 2,5%, portando l’abbattimento al 6,5%. E come, detto, le previste attività di afforestazione e riforestazione dovrebbero ridurre ulteriormente le emissioni di uno 0,9% portandole a -7,4%, cioè appena 0,6% in meno rispetto all’obiettivo di Kyoto.

Dalla tabella si deduce che l’Italia è in forte ritardo, come del resto altri paesi, è senza un cambiamento concreto delle politiche rischia di arrivare al 2010 con un +13,1% rispetto all’anno di riferimento, anziché a -6,5%, cioè l’obiettivo nazionale.

Tuttavia, in un quadro UE, politiche e misure addizionali, attualmente in discussione a livello sia nazionale sia UE, permetteranno di raggiungere obiettivo del -8%, e anche di conseguire una riduzione dell’11,4%, se esse verranno attuate prontamente e pienamente.

30 novembre 2007

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