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L’Europa è meno verde

  • 25 Ottobre 2007

Il Parlamento europeo vota due risoluzioni controverse: una su obiettivi di modesta portata per le emissione di CO2 delle auto, l'altra che considera il nucleare un rimedio contro i cambiamenti climatici

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Una delle giornate meno “sostenibili”, ambientalmente parlando, è stata per il Parlamento europeo quella di ieri, 24 ottobre. Due risoluzioni, una di basso profilo sui livelli di emissione di CO2 delle auto, l’altra che sostiene il nucleare come rimedio contro i cambiamenti climatici.
Risoluzioni molto incoerenti rispetto alle recenti posizioni espresse dallo stesso Parlamento europeo e chiaramente favorevoli alle lobby delle auto e dell’industria energetica che spinge verso l’atomo. Ma anche molto lontane dallo spirito che aveva portato l’Assemblea di Strasburgo ad approvare lo scorso 25 settembre una risoluzione a favore di una tabella di marcia che affrettasse la definizione degli obiettivi di diffusione delle energie rinnovabili in Europa (vedi articolo “Per una road map rinnovabile“).

Nel primo caso la risoluzione chiede di abbassare a 125 grammi per km (dai circa 160 g/km attuali), entro il 2015, il livello massimo di CO2 emessa dai veicoli di nuova fabbricazione. Un obiettivo meno avanzato rispetto a quello indicato recentemente dalla Commissione europea di 120 g/km entro il 2012. La proposta è stata votata da 397 eurodeputati contro 269, 20 gli astenuti.
Il commissario Ue all’Ambiente, Stavros Dimas, durante il suo intervento al dibattito in aula, ha comunque confermato che l’obiettivo della Commissione resta quello di 120 g/km per il 2012; obiettivo che cercherà di far passare nella propria proposta legislativa attesa entro l’inizio 2008. In questa proposta l’obiettivo per le tecnologie dei motori (e quindi delle case automobilistiche) è di 130 g/km, con una riduzione di ulteriori 10 g/km da ottenere con “misure aggiuntive” ai sistemi di climatizzazione, ai pneumatici e alla strumentazione di bordo per limitare e ottimizzare i consumi.

L’altra controversa decisione, come detto, si riferisce ad un testo votato dall’Europarlamento che considera l’energia nucleare una “soluzione al riscaldamento globale”
Gli europarlamentari italiani della sinistra ritengono che un tale affermazione è “grottesca e irresponsabile” visto che oggi nel mondo solo il 5% del fabbisogno di energia primaria è soddisfatto dal nucleare.
Se da una parte questa presa di posizione non ha valore legislativo, essa potrebbe però preparare a decisioni in grado di drenare risorse economiche a favore del nucleare, già oggi il settore che riceve più fondi a livello di Unione europea, a tutto svantaggio degli obiettivi indicati dal Consiglio europeo che puntano su efficienza energetica e rinnovabili e sul cosiddetto 20-20-20 al 2020.

LB

25 ottobre 2007

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