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Come ti esporto l’emissione

  • 23 Ottobre 2007

Un quarto delle emissioni di gas serra della Cina derivano dalla produzione di beni destinati all'esportazione in Europa e negli Stati Uniti

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Un quarto delle emissioni di gas serra della Cina derivano dalla produzione di beni destinati all’esportazione in Europa e negli Stati Uniti, secondo Tao Wang e Jim Watson della Sussex University. Il dato è citato in una nota del Tyndall Centre for Climate Centre Research (vedi allegato) che analizza le emissioni collegate ai prodotti e servizi che il paese asiatico esporta, anche per meglio definire il suo futuro livello di emissioni di gas serra. Da quest’anno la Cina è al primo posto per emissioni di CO2 in atmosfera, dopo aver superato gli Stati Uniti.

Nel 2004, l’anno con i dati disponibili più completi, le esportazioni nette dalla Cina hanno provocato il 23% delle sue emissioni totali di anidride carbonica. Oltre alla notevole crescita del commercio, la causa va vista nell’elevato livello di intensità di carbonio della sua economia.

La percentuale del “carbonio” esportato dalla Cina dovrebbe portare a ripensare i prossimi negoziati sul post Kyoto. Concentrarsi solo sulle emissioni all’interno dei confini nazionali potrebbe portare fuori pista. L’impronta di ogni nazione sulle emissioni è anche a carattere internazionale, quindi ogni nazione dovrebbe essere responsabile, non solo per la CO2 emessa entro i propri confini, ma anche per quella collegata alla produzione delle merci che consuma.

Secondo la nota del Tyndall Centre, i paesi industrializzati dovrebbe muoversi in due direzioni: 1) essere da battistrada nella riduzioni dei gas serra a livello nazionale; 2) sostenere tecnicamente e finanziariamente gli sforzi dei paesi in via di sviluppo nel ridurre le emissioni causate nella fase di crescita economica.

23 ottobre 2007

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