Nei Paesi europei sono in corso le valutazioni sulla ripartizione dell’obbiettivo del 20% di energia rinnovabile al 2020 e sui percorsi per raggiungere questa meta ambiziosa.
Si tratta di triplicare l’attuale quota di energia verde nel giro di 12 anni. Impossibile, si sostiene da alcune parti. In realtà, si può centrare l’obbiettivo, ma solo se si accelera fortemente l’attività di ricerca e si responsabilizzano tutti i livelli istituzionali.
Un’attenzione particolare è rivolta alla generazione elettrica da fonti rinnovabili che dovrebbe contribuire al 2020 per circa un terzo dei fabbisogni europei.
Secondo lo studio europeo Optres, in Italia l’elettricità da fonti rinnovabili potrebbe passare entro il 2020 dagli attuali 56 a 96 TWh/a, coprendo circa un quarto del consumo elettrico previsto per quella data (la percentuale sarebbe più elevata in presenza di efficaci politiche di risparmio energetico).

Per coloro che guardano con scetticismo alla possibilità di incrementare rapidamente la quota di energia verde, si possono ricordare gli esempi di Paesi che hanno puntato con decisione su queste fonti. La Germania, ad esempio, ha raddoppiato l’elettricità verde tra il 2000 e il 2006.
Restando all’Italia e considerando un altro settore, quello della raccolta differenziata, si può notare come in un decennio la quantità recuperata si è incrementata di 8 volte raggiungendo il 23% del totale nel 2004.
Non molto tempo fa la raccolta differenziata era considerata un’opzione marginale, un fiore all’occhiello delle amministrazioni più avanzate, un pallino degli ambientalisti. Oggi rappresenta un settore economico che smuove centinaia di milioni di euro.
Il comparto delle rinnovabili è destinato a seguire lo stesso trend di forte crescita diventando una delle aree su cui si concentreranno gli investimenti in campo energetico.