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Il taglio iberico delle emissioni

  • 30 Luglio 2007

Il Governo spagnolo ha approvato una serie di misure urgenti per ridurre i consumi energetici e rallentare la crescita delle emissioni per il periodo 2008-2012. In 5 anni previsto un taglio di 238 milioni di CO2

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I Ministri Spagnoli hanno approvato una serie di misure urgenti per ridurre il consumo di energia e rallentare la crescita delle emissioni di gas serra.
Il Ministero dell’Industria ha dichiarato che un nuovo piano di risparmio energetico per il periodo 2008-2012 dovrebbe produrre un risparmio nell’uso dell’energia primaria di 88 milioni di tonnellate di petrolio per i cinque anni (pari al 60% del consumo di energia primaria della Spagna dello scorso anno), con una conseguente riduzione di 238 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
La maggior parte dei risparmi deriverebbe dal settore dei trasporti, seguito da agricoltura, settore edile e industria energetica.

Tra i fondi che il governo centrale spagnola metterà a disposizione, una parte saranno dedicati alle politiche di trasporto urbano e per studi e progetti pilota per migliorare il trasporto pubblico. Alcune misure saranno dirette a incrementare le spedizioni via ferrovia o via mare, anziché su gomma.
Il Ministero dell’Industria sta sviluppando anche un pacchetto di iniziative che riguardano la messa al bando del riscaldamento alimentato a carbone dal 2012 e la graduale eliminazione delle caldaie inefficienti.
Un’altra iniziativa riguarda la riduzione dei consumi energetici degli edifici di proprietà del governo. L’obiettivo è di risparmiare almeno il 9% entro il 2012 e del 20% entro il 2016. L’iniziativa si pone anche l’obiettivo di essere un esempio per la cittadinanza.

La Spagna, con la ratifica del Protocollo di Kyoto, ha fissato un obiettivo di crescita delle emissioni del 15% rispetto al 1990. Nel 2006, tuttavia, questo incremento è stato del 48%, anche se per quest’anno le stime prevedono un decremento dell’1 o 2%. Va notato anche le emissioni relative ai trasporti hanno avuto un peso notevolissimo: nel 2006 risultavano superiori dell’83% rispetto al 1990.

30 luglio 2007

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