Su 104 milioni di PC aziendali presenti negli Stati Uniti, in media oltre 31 milioni non vengono regolarmente spenti di notte. Per essere più esatti, il 60% dei PC (62,4 milioni) non sempre viene spento e il 20% (20,8 milioni) non viene “mai” spento.
La cosa non è poi così insignificante per i bilanci delle imprese statunitensi visto che comporta una spesa globale di 1,72 miliardi di dollari, con consumi elettrici che si aggirano intorno ai 20 miliardi di chilowattora. Lo rileva una ricerca realizzata da PC Energy Awareness, che valuta anche le emissioni provocate da queste cattive abitudine: sono 14,4 milioni le tonnellate di CO2 rilasciate in atmosfera.

Per esempio, una società americana di media dimensione, con circa 10.000 computer, spreca circa 1,9 milioni di kWh per un costo di oltre 165.000 $ all’anno per l’elettricità (il kWh costa in media 8,6 cent/$), solamente a causa dei PC lasciati accesi oltre l’orario lavorativo. Ogni impiegato spegnendo il suo PC potrebbe evitare emissioni per 1.381 tonnellate di CO2 all’anno.
E’ stato calcolato che se venissero spenti tutti i PC di notte la quantità di emissioni evitate avrebbe lo stesso impatto che si avrebbe tenendo ferme 2.600.000 automobili!

Un PC utilizza in media 0,12 kW. Se consideriamo che le ore di non utilizzo (in cui potrebbe essere lasciato accesso) si aggirino intorno a 14,5, significa che ogni giorno questo consumo elettrico evitabile è di 1,74 kWh. Se il calcolo lo estendiamo per 365 giorni avremo un consumo evitabile per PC di 635 kWh circa (in Italia potrebbe comportare un costo superiore ai 100 €/anno per PC, dove però l’elettricità costa più del doppio rispetto agli USA).

A parte la dovuta accuratezza di spegnere il PC alla fine dell’orario d’ufficio, esistono anche soluzioni “automatiche” per risparmiare energia. Sono già in commercio dispositivi che consentono di ridurre i consumi dei PC sia nei periodi di inattività nel corso delle ore d’ufficio, sia di spegnerli di notte, con un risparmio energetico dell’80%.

La ricerca è stata commissionata da 1E, un fornitore di software per la gestione dell’energia e da Alliance to Save Energy, un gruppo di pressione costituito da responsabili nel settore degli affari, della politica, dell’ambiente.

4 luglio 2007

LB