Scrivi

Una seconda ecologia su Second Life

  • 28 Giugno 2007

Un villaggio sostenibile nella chat a tre dimensioni più grande del Mondo. Pannelli fotovoltaici su tetti d'erba, un parco eolico, bici e raccolta differenziata. Si chiama Ecopolis

ADV
image_pdfimage_print
Una spiaggia selvaggia sul mare, una cascata, case dai tetti verdi alimentate a pannelli solari e un impianto eolico per tutti. Un ecodancing per ballare senza appesantire la propria impronta ecologica, solo biciclette e auto elettriche. Ecopolis è l’isola di Legambiente e de La Nuova Ecologia, gestita all’insegna di una sostenibilità a tutto campo, che entra nella realtà virtuale di Second life.

«Un presidio ambientalista nella realtà virtuale di Second Life è un modo per parlare d’ambiente con gli alter ego di circa 7 milioni di persone, e mandare nella Real life il messaggio di una vita “alternativa” non solo possibile ma auspicabile – spiega il direttore Marco Fratoddi – una possibilità per parlare di buone pratiche, energie rinnovabili, raccolta differenziata, mobilità sostenibile, cambiamenti climatici anche a chi non è mai in contatto con il mondo ambientalista. Non è come andare in giro a conoscere il Belpaese ma sicuramente il gioco allena l’ immaginazione. E a Ecopolis c’é già l’avanguardia di un mondo diverso e possibile».

Su Ecopolis, l’ecovillaggio è un centro d’aggregazione ideale per parlare d’ambiente. Nella piazza del mercato si possono scambiare idee all’ombra degli ombrelloni, sorseggiare bibite del commercio equo e solidale oppure comprare la rivista di Legambiente e qualche gadget del Bazar. Per sognare dall’alto, si può andare in mongolfiera, oppure volare e basta, come succede in Second Life, e ritrovarsi in un solo balzo davanti alla nuova sede di Legambiente e de La nuova Ecologia, in mezzo a un orto per l’autoproduzione, a picco sul mare, o nel giardino sul tetto con le piante aromatiche di salvia, timo e lavanda. È sui tetti delle strutture collettive, invece, il primo ecodancing virtuale, dove i pannelli solari alimentano la produzione di energia per la musica e le luci. Dopo il dancing reale di Rotterdam ecco un altro modo di divertirsi la notte senza inquinare. Sull’isola, la raccolta dei rifiuti è differenziata: tutti gli ospiti possono lasciare nei bidoni i propri rifiuti suddivisi in mobili, oggetti generici, vestiti, notecards. E l’immondizia virtuale invece di andare in una discarica servirà al riuso.

Vedi le foto

Fonte: La Nuova Ecologia

29 giugno 2007

Potrebbero interessarti
ADV
×