E’ stata presentata ieri a Oslo la pubblicazione dell’IEA sul sequestro della CO2 (“Aspetti legali del sequestro della CO2: aggiornamenti e raccomandazioni“) dedicata a studi di casi concreti ed esempi forniti dai governi sullo sviluppo di norme e linee guida sul confinamento della CO2.
Secondo Claude Mandil, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), “sul sequestro della CO2 ci sono “aspetti ancora irrisolti, che portano a una carenza di fiducia da parte del pubblico”. Perciò “c’è un’urgente necessità che i governi sviluppino linee guida per un approccio regolatorio in grado di accelerare l’implementazione dei progetti”.

Tenuto presente il ruolo che i combustibili fossili continueranno a svolgere nella generazione dell’energia, fa notare l’IEA, la cattura e il sequestro dell’anidride carbonica “sono uno degli strumenti potenzialmente più promettenti nella mitigazione delle emissioni di gas serra legate ai combustibili fossili”. Però, sottolinea l’agenzia, “non c’è ancora una sufficiente dimostrazione dei progetti per la cattura e sequestro della CO2 che consenta di dire che questa tecnologia sia una via oggi praticabile per rispondere ai mutamenti climatici”.

Nel frattempo, però, “sono stati annunciati alcuni grandi progetti per la cattura e sequestro dell’anidride carbonica, e ciò richiederà una guida chiara su alcuni aspetti chiave come la concessione delle licenze, il monitoraggio e la verifica dei requisiti, e l’affidabilità a lungo termine”.
“Ci sono strategie regolatorie che i governi possono usare per accelerare l’approvazione di progetti dimostrativi per la cattura e il sequestro dell’anidride carbonica – spiega Mandil – progetti che forniranno importanti dati sul confinamento della CO2 e che faranno da guida allo sviluppo di regole ampie e di lungo termine, in grado di proteggere la salute pubblica e l’ambiente”.

La cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica saranno argomenti contemplati negli accordi di programma triennali per lo sviluppo di progetti di ricerca di interesse pubblico che ieri il Ministero dello Sviluppo ha siglato con ENEA, CESI e CNR. La Direzione Generale Energia e Risorse Minerarie del MSE ha firmato tali accordi di programma per complessivi 60 milioni di euro. Secondo il MSE, queste attività di ricerca dovranno consentire, nel medio e lungo termine, uno sviluppo del sistema elettrico coerente con le necessità economiche e sociali del Paese e con i nuovi obiettivi di qualità ambientale del sistema di produzione di energia.
I finanziamenti provengono dal Fondo per la ricerca, istituito presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico e alimentato con una quota della bolletta elettrica, secondo disposizioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Gli accordi riguardano temi di interesse dell’intera filiera elettrica e tra questi: affidabilità e sicurezza del sistema elettrico; tecnologie avanzate per l’impiego del carbone e il sequestro di CO2; prestazioni ambientali degli impianti a ciclo combinato; tecnologie innovative per il ciclo dell’idrogeno e delle fonti rinnovabili; sistemi per la generazione distribuita e l’uso efficiente dell’energia; partecipazione italiana agli accordi di cooperazione tecnologica internazionale.

Fonte: Agenzia Dire

22 giugno 2007