Come bisogna rivedere l’impegno dell’Italia sul Protocollo di Kyoto visto il ritardo finora accumulato dal nostro paese? Il gruppo Ambiente dell’Unione lancia un allarme e propone alcune soluzioni da attivare nel breve periodo, ma l’obiettivo più ampio è di “rivedere in profondità la politica energetica italiana”.
Il gruppo chiede al Governo di partire subito incrementando notevolmente le misure per l’efficienza energetica negli usi finali e fermare ogni nuovo aumento nell’uso di carbone. La nota spiega come ogni per 1.000 MW di nuove centrali a carbone si hanno 5 milioni di tonnellate di CO2 che non possono più considerarsi compatibili con gli obblighi di Kyoto.

Si chiede quindi che vengano inseriti impegni di spesa importanti fin nel prossimo Dpef affinché la Finanziaria 2008 dia una forte segnale in questo ambito.
Va inoltre aumentata la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo da raggiungere, almeno per quello che riguarda il settore elettrico, un contributo del 25% da rinnovabili entro il 2011. Importante dovrà essere anche l’impegno nel settore dei trasporti con nuove risorse in biocombustibili, metano negli autobus pubblici, riduzione del traffico veicolare nelle città, potenziamento del trasporto merci su rotaia e mediante cabotaggio, ecc..

Un elemento chiave di una nuova strategia energetica per l’Italia è legato, secondo il Gruppo ulivista, alla modifica del Titolo V della Costituzione per quanto riguarda la parte relativa alla legislazione concorrente tra Stato e Regioni nella produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia. Servirebbe, quindi, una maggiore centralità dello Stato in questo campo, anche se in accordo in accordo con le Regioni attraverso la Conferenza Stato, Regioni ed enti locali, eventualmente su proposta dei dicasteri competenti. Inoltre, gli impegni per Kyoto vanno distribuiti tra le Regioni sulla base di indicatori numerici concordati.

Gli esponenti dell’Unione chiedono di realizzare una Conferenza nazionale accompagnata dalla definizione di un Programma energetico ambientale nazionale, che leghi il fabbisogno energetico, la competitività e gli obiettivi di Kyoto, alla creazione di filiere industriali orientate a soluzioni tecnologiche a basso impatto, con un conseguente incremento occupazionale in questi settori.
Il Gruppo Ambiente dell’Ulivo è costituito da Alberto Ermelli Cupelli, Repubblicani europei; Fabrizio Fabbri e Erasmo Venosi, Verdi; Primo Galdelli, Pdci; Mirko Lombardi, Prc; Fausto Minisini, Dl-Margherita; Domenico Pappaterra, Sdi; Angelo Picano, Popolari Udeur; Giuseppe Vatinno, Italia dei Valori.

28 maggio 2007