Come si consuma l’energia

  • 7 Maggio 2007

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L'ENEA presenta anche quest'anno il Rapporto Energia e Ambiente. Nella nuova edizione, ai due volumi del Rapporto, viene affiancato il documento "Analisi e Scenari".  In anteprima su Qualenergia.it

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L’ENEA presenta anche quest’anno il Rapporto Energia e Ambiente (ore 9 di giovedì 12 aprile, presso la sede di Roma in Via Giulio Romano 41). Il Rapporto, giunto alla 8a edizione, presenta un’ampia analisi della situazione energetica del Paese e del quadro internazionale e ambisce essere uno strumento di ausilio per quanti operano o formulano strategie nel settore energetico-ambientale.
Quest’anno, ai due volumi che costituiscono il tradizionale Rapporto – il primo dedicato agli aspetti complessivi della situazione energetico-ambientale, il secondo dedicato ad approfondimenti statistici – è stato affiancato un volume di “Analisi e Scenari” destinato ad una platea più ampia di lettori.
Quest’ultimo documento (60 pp.), che presentiamo in allegato, delinea anche un possibile percorso futuro sulla questione dell’energia sia dal punto di vista globale che nazionale. Su entrambi i fronti due saranno le sfide fondamentali: reperire ed assicurare le risorse energetiche per sostenere lo sviluppo economico e, al tempo stesso, mitigare i processi di cambiamento climatico in atto.

Per quanto concerne l’Italia vediamo che il documento sottolinea che alla modesta crescita dell’economia italiana ha corrisposto, nel corso del 2005, un limitato innalzamento della domanda complessiva d’energia e dell’intensità energetica.
Il consumo di energia primaria per fonti evidenzia un’ulteriore riduzione dei consumi dei prodotti petroliferi, che restano comunque la fonte che contribuisce in quota maggiore alla domanda di energia.
La corrispondente crescita del ricorso al gas naturale conferma un processo di sostituzione in atto già dalla metà degli anni ’90. Anche il carbone fa segnare un calo nel 2005, invertendo in questo caso una tendenza all’aumento che si era verificata negli anni precedenti.
Sostanzialmente stabile nel lungo periodo il dato dell’energia elettrica importata, che vede nel 2005 una riduzione rispetto al 2004. In riduzione di quasi 1 punto percentuale il contributo delle rinnovabili che, data la forte prevalenza della fonte idroelettrica, è condizionato dai fattori stagionali.
I dati dal 2002 al 2005 mettono in evidenza un aumento continuo dei consumi totali di energia con un tasso più elevato nel periodo 2002-2003 e un rallentamento nel periodo 2004–2005 mentre l’andamento del PIL nello stesso periodo è rimasto quasi stazionario, registrando una leggera diminuzione nel 2005.

L’aumento della domanda di energia riguarda soprattutto i settori residenziale e terziario ed è causato essenzialmente da fattori climatici. In particolare, nel 2003, tali consumi sono aumentati in maniera sostenuta con un incremento sia dei consumi di gas per il riscaldamento ambientale sia dei consumi elettrici per la climatizzazione estiva.
Il trend di crescita si conferma nel 2004, anche se ad un ritmo più contenuto, e nel 2005; nell’ultimo anno la crescita dei consumi nel settore civile controbilancia la leggera diminuzione nel settore dell’industria e dei trasporti.

L’andamento dei prezzi del greggio ha fatto crescere ulteriormente la fattura energetica italiana che ha sfiorato nel 2005 i 40 miliardi di euro, una cifra che rappresenta il 2,9% del PIL, facendo segnare uno degli incrementi annuali più elevati degli ultimi due decenni con un aumento di oltre il 30% rispetto al 2004. L’aumento della fattura energetica riflette un andamento delle importazioni di fonti primarie dall’estero, e quindi della dipendenza energetica dell’Italia, il cui andamento è in continua crescita a partire dalla fine degli anni ’90.
La dipendenza complessiva dalle importazioni sale nel 2005 all’85,07% e fa segnare il suo massimo in relazione alle importazioni di petrolio (92,86%) e il suo minimo per le importazioni di energia elettrica (16,13%).

L’Italia fino alla fine degli anni ’90 ha fatto segnare valori dell’intensità energetica finale più bassi della media dei Paesi dell’Unione Europea, avvicinandosi solo recentemente a tali valori. Alcuni Paesi del Nord Europa (Danimarca, Germania, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna) hanno diminuito notevolmente le loro intensità energetiche. Altri, come Spagna e Portogallo, che partivano da livelli di intensità energetica più bassi della media, hanno invece dei trend in crescita.
Il confronto con la situazione europea mostra un’Italia che progressivamente sta riducendo il beneficio derivatole da una posizione iniziale favorevole in termini di intensità energetiche, e che negli ultimi anni non riesce a seguire il passo della maggior parte dei Paesi europei che, pur in presenza di una maggiore crescita economica, hanno ridotto notevolmente le loro intensità energetiche.

Il documento ENEA espone di seguito una serie di scenari tendenziali e di intervento e il ruolo delle diverse fonti in queste possibili evoluzioni.

L’evento di presentazione del Rapporto ENEA potrà essere seguito in diretta via internet dalle ore 9,15 alle ore 13,00 sul sito ENEA WEB TV.

10 aprile 2007

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