Efficienza energetica e rinnovabili possono riportare le emissioni di gas serra nel 2020 ai valori del 1990. Questo è uno degli scenari presentati nel “Rapporto Energia e Ambiente 2006” dell’ENEA, che spiega come procedere per una stabilizzazione delle emissioni di CO2.
Per fare un passo deciso in avanti e ridurre e emissioni oltre i limiti del 1990, così come richiesto dal Consiglio Europeo, saranno necessarie politiche ben più incisive e innovative. Ma questa delineata dall’ENEA è una delle strade che vanno percorse da subito.

Nel lavoro dell’ente di ricerca sono state realizzate diverse analisi di scenario che fanno incrociare l’attuale trend con le ipotesi di specifici interventi al fine di valutare la realizzabilità e l’efficacia di alcune misure. Gli interventi vertono su:

  • un forte ricorso all’efficienza energetica negli usi finali;
  • un’incisiva promozione delle fonti rinnovabili (energia elettrica, calore e biocarburanti nei trasporti);
  • nel lungo periodo (dopo il 2020) la diversificazione del mix di combustibili per la generazione termoelettrica.

In particolare, si è valutato che l’efficienza energetica negli usi finali può contribuire nella misura del 42% alla riduzione della CO2 nel 2020 (54% nel 2030), sempre rispetto alla crescita tendenziale delle emissioni. Un ruolo importante è quello che potrà giocare l’efficienza nel settore edilizio.
Se poi si includono anche gli interventi di miglioramento dei processi di conversione dall’energia primaria agli usi finali (pari al 15%), la percentuale complessiva dovuta a interventi per l’efficienza cresce fino al 57% (60% nel 2030).
A questo scenario vanno aggiunte le fonti rinnovabili che, secondo lo scenario realizzato dall’ENEA, potranno contribuire al 2020 alla riduzione delle emissioni nella misura del 27%.

Quindi, secondo queste ipotesi, l’abbattimento delle emissioni porterebbe ad una loro riduzione del 33% rispetto alle 566 milioni di tonnellate che si dovrebbero registrare, in base allo scenario tendenziale, nel 2020.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili il processo di diffusione passerà attraverso una prima fase di forte impulso e spinta delle tecnologie già oggi disponibili sul mercato e poi ad una fase successiva che prevede un utilizzo generalizzato e a costi minori di una seconda generazione di rinnovabili, frutto di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.
Secondo le analisi presentate, la potenzialità delle rinnovabili e la loro velocità di diffusione potranno aumentare grazie al contestuale sviluppo dei sistemi di generazione distribuita dell’energia che, oltre a migliorare l’efficienza complessiva del sistema energetico, incrementeranno la quota di energia da fonti diffuse sul territorio.

Carlo Manna, coordinatore del Rapporto dell’ENEA, ha messo in evidenza, nel corso della conferenza di presentazione del documento, anche il netto peggioramento del saldo commerciale dell’Italia nel comparto high-tech e in quello delle tecnologie rinnovabili. Una questione che richiama la necessità di attivare rapidamente una più chiara e decisa strategia a favore di questi settori industriali (vedi anche articolo “L’energia della ricerca“).

LB

14 aprile 2007

Foto: fonte: Wagner & Co, Cölbe – www.wagner-solar.com